Non ho ben capito perché lo sciopero generale della scuola sia stato fissato il 30 ottobre (giovedì) e non il 31.
Spostandolo in questa seconda data avrebbero potuto godere di una tripletta di giorni di vacanza, visto che il primo novembre è la festa di Tutti i Santi e quest’anno capita di sabato. Avrebbero di certo ridotto i disagi che già un qualsiasi sciopero si porta dietro.
Scioperando il 30 si crea solo un bel un gran casino: gente che partirà lo stesso, aule vuote, professori che si dichiareranno malati.
Insomma è una scelta che serve a danneggiare la scuola più di quello che viene dichiarato nelle intenzioni.
Possibile che non se ne siano resi conto?
Oppure giocano allo sfascio in un momento drammatico come questo?
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21 Responses to “Genialità”
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Ci fossero dei soldi in più e una scuola pubblica a prezzo ragionevole, togliessero pure qualche tassa…!!!
No, io non ho scritto che i governi hanno paura del sindacato, leggi meglio.
Le private non hanno la capillarità del pubblico in quanto pensano a stare in piedi. Questa di portare al minimo l’uso della scuola pubblica rendendola meritocratica per gli studenti oltre che per i professori mi sembra una privazione della libertà.
Le persone sono inerti: se possono non studiare non studiano. Così prevale l’ignoranza e tutte le grane che si porta. Si deve lavorare perché il pubblico sia decente, non bisogna essere disfattisti pur di vivere in una società di caste.
Per quanto riguarda il finale: quanto sei dentro al sistema per parlare in questo modo e giudicare?
Luca: innanzittutto se una famiglia vuol spendere SOLDI IN PIU’ per mandare un figlio alla privata, son problemi della famiglia e non nostri. Tu togligli qualche tassa e ci guadagnano tutti. La famiglia invece di andare in gita tutti i fine settimana risparmia qualche soldo e manda il figlio ad una scuola decente.
LA capillarità si crea quando ci sono i tornaconti economici: se far studiare qualcuno ad una privata costa troppo è chiaro che le private saranno pochissime.
Tu affranca la famiglia di qualche tassa e vedrai come quella un pensierino ce lo fa per mandare il figlio in una scuola dove non si sciopera 3 mesi all’anno.
Per quanto riguarda la meritocrazia: giustamente tu dici che è colpa dei sindacati e del governo. Ok, è vero, i governi per paura dei sindacati non fanno riforme meritocratiche. Ma di chi è la colpa se il governo si mette paura dei sindacati? E’ nostra. Ad es. quei ragazzi che adesso manifestano contro la Gelmini, sono per caso iscirtti ai sindacati?
NO. Quindi la colpa non può solo essere dei sindacati, bensì delle famiglie e quindi anche nostra.
E’ vero che i sindacati si mettono in mezzo, però dietro ci sono anche persone (come baroni universitari) che col cacchio che vogliono introdurre esami di sorta.
Non ho idea di come sia il tuo bilancio familiare ma quello che hai proposto non mi sembra per nulla un affare. La scuola pubblica dovrebbe essere molto più severa e con maestri diversi per un motivo molto semplice: gli alunni rissosi avrebbero molti più nemici con cui confrontarsi e starebbero con le orecchie basse. Non solo: se fosse stata più severa non ci sarebbe il problema della meritocrazia in quanto la selezione si farebbe alla base. Quante persone hanno investito una buona fetta della propria vita facendo le scarpe a gente valida per poi saturare certi comparti del mercato del lavoro? Inoltre 1500 euro di spesa in meno per ogni studente che sceglie la scuola privata sono comunque un esborso per la famiglia e non di 2000 euro come ipotizzi che sia per la scuola pubblica senza citare la fonte. Senza parlare della concentrazione delle scuole private che non ha la capillarità del pubblico in quanto interessata al profitto. A Macugnaga per fare un esempio non circolerebbero più bambini che starebbero in un collegio a Domodossola per tutta la settimana. Non so tu che infanzia abbia passato… ma un mondo senza bambini (tenendoli concentrati in certi ambienti) perderebbe molto secondo me.
Inoltre: fare lo scienziato richiede un impegno, fare l’insegnante un altro (considerate le ore in nero a dare ripetizioni o lavoro in proprio ecc). In ogni caso un insegnante prende molto più che un operaio, lavora al caldo e spesso si fa i cavoli suoi (esperienza personale). Un governo che bada alla meritocrazia farebbe fare degli esami periodici al corpo docente, esami psicoattitudinali periodici per verificare che con il tempo le persone non diventino instabili (parlo per esperienza), esami di rendimento degli studenti per verificare dei risultati da conseguire e impedire a gente ruffiana ed incompetente di prendere immeritatamente il pezzo di carta.
Riguardo la ricerca di sponsor che non si affacciano e dunque bisogna stanarli potrei essere d’accordo con te ma sono anche d’accordo con il fatto che le politiche di incentivazione o di emersione dei fondi in Italia non sono mai esistite e mai esisteranno. I politici sono rimbambiti da riformare, avvezzi alla burocrazia in quanto convinti che la burocrazia sia un modo per ostacolare chi vuole fregare. Come a dire che in un campo per fregare le erbe grame uso il diserbo totale. “Bravo pirla!” : - D
Sono stato ad una gara internazionale con altri 3000 studenti da tutto il mondo, una gara di progettazione. Dovevi vedere i francesi o i tedeschi come erano preparati tecnicamente, altro che in Italia dove sono tutti nella bambagia! Credi che nella scuola pubblica non si possa usare meritocrazia? Non lo vogliono i sindacati ma pure il governo senza colore parlando: un popolo che usa la televisione per pensare non sarà mai in grado di evolversi e di affrancarsi, un popolo meglio governabile, come la vacca al pascolo che anche se libera non scappa.
Come commentatore sono arrivato qui dopo aver letto in giro dei post al solo fine di provocare facinorosi. Dato che non faccio parte della categoria mi son detto: ma sì, perdiamo un po’ di tempo!
A me piacciono ricerca ed innovazione.
… dall’altro siamo nei problemi fino al collo :sob:
Qualsiasi campo.
Le cose statiche mi attirano poco. Agli altri lettori e commentatori non so cosa attiri… forse solo la politica dove si può dir tutto e dir nulla essendo fuori dai problemi visti da un certo punto di vista
Cmq porca zozza, come commentatori siete refrattari a qualsiasi cosa che non sia politica.
Disertate bellamente post calcistici, formulaunistici e di videogiochi…
Ma da piccoli, Holly e Benji lo vedevate? e nelle sale giochi ci andavate?
Un Commodore 64 l’avete mai avuto (io mai ad es.)?
E che diamine… rilassatevi ogni tanto
Cachorro, non si tratta di alcuni che vogliono lavorare anche a quello stipendio. Si tratta che per darlo ad 87.000 persone in più del dovuto, si dimezzano gli stipendi degli altri ed insegnare diventa una professione di scarso valore.
Si tratta sempre di avere una torta a disposizione e dividerla con chi la merita. Non è che tutti possiamo fare gli scienziati anche a 1000 euro.
Sono d’accorod sull’aumento dei fondi: però dato che non avverrà mai, farei come fecero in Germania ossia inizierei ad ingegnarmi a trovare sostenitori e finanziatori e andando a vendere le mie ricerche alle società. Se non mi cercano loro, vado a cercarli io.
Qualcuno addà esse più responsabile degli altri o no?
Luca, la scuola privata l’avvantaggerei pure io, visto che costerebbe molto di meno allo Stato e darebbe maggiori soddisfazioni a tutti (sia pubblici che privati).
Se allo stato ogni studente pubblico costa 2000 (per es.), dando 500 euro ad ogni studente che scegliesse di andarsene alla privata si avrebbero 1500 euro in più per il pubblico ed uno studente in meno da mantenere.
Ti sembra una cosa così cattiva?
Ma scusa, se tante persone sono disposte a insegnare alle elementari (facendo tutto sommato un buon lavoro) con gli stipendi attuali, perchè modificare lo stato delle cose?
A me pare che tutti i discorsi di meritocrazia, managerialità, produttività sono solo scuse per tagliare i fondi. Il giorno in cui un governo me li riproporrà con una riforma che aumenti i fondi all’università del 30%, sarò disponibile ad ascoltare, le riforme al risparmio non portano a niente.
Come possiamo sperare che la ricerca italiana vada avanti grazie al privato, quando abbiamo degli imprenditori che investono così poco in ricerca e sviluppo? E anche nei paesi dove il binomio impresa-istruzione è molto più collaudato lo stato investe comunque un patrimonio per mandare avanti la ricerca (basti pensare al NIH americano).
Conosco personalmente sia gente che fa ricerca che gente che frequenta gli istituti privati. Si cerca di risparmiare sulla scuola pubblica per avvantaggiare il privato. Non nascondo la mia opinione sul fatto che molte scuole italiane vittima di clientelarismo hanno distrutto l’istruzione media di un buona parte degli italiani complice lo stile dei film di Fantozzi, le veline (tipo Drive In) ed il menefreghismo generale, anzi la voglia di prevalere grazie alle conoscenze e non grazie alle competenze per cui viva lo stile del “più furbo”.
GLi stipendi non saliranno perché i tagli sono tagli e basta e non siamo all’università all’estero. Inoltre la ricerca va a puttane…
@Cachorro: per carità, i tagli sono sempre questionabili. Specialmente considerando i disastri in cui versano alcuni edifici.
Però considerando che i tagli andranno di pari passo con la riduzione degli insegnanti, gli stipendi dovrebbero crescere.
Ci sarebbe poi da fare un discorso serio sull’università e sulla ricerca. La Moratti ad es. per cercare di mettere una pezza ai finanziamenti miserrimi che oltretutto andavano sprecati, aveva cercato di introdurre criteri di managerialità per la ricerca statale. Poi la riforma è andata come è andata.
Però non sarebbe male se la Gelmini riprendesse quel discorso e considerando il mutato clima politico facesse sedere attorno ad un tavolo tutti gli interessati.