Nell’attesa di capire qualcosa di più sull’inferno che si è scatenato nelle borse di tutto il mondo (se c’è qualcuno che vuol scriverci sù un post non mi dispiacerebbe affatto pubblicarglielo), oggi ho trovato molto interessante questo articolo sulla Stampa in cui Fassino si domanda come si fa a contrastare “l’efficia comunicativa” del centrodestra.
Ma forse Fassino non si è ancora accorto che “contrastare l’efficacia comunicativa del centrodestra” è una cosa che la sinistra fa benissimo dal lontano 1994.
Forse il problema non è “contrastarla”, ma favorirne la nascita anche dentro al PD.
Invece di ipocrite dichiarazioni idealiste, basate peraltro su teoremi elaborati nell’immediato dopoguerra, sarebbe il caso di aggiornare un po’ l’armamentario di cui dispone il PD.
Aggiornarlo e “potenziarlo” unendo alle dichiarazioni di intenti anche un po’ di “fatti”.
Ad es. la trovata veltroniana di chiamare al tavolo Colaninno ed Epifani non era affatto male, anzi…
Però è stata messa in pratica malissimo, riuscendo a dare la sensazione a tutti che Epifani non avesse firmato per far fare l’affare a Veltroni mettendo a rischio 20.000 posti di lavoro.
Comunque l’idea non era malvagia: Veltroni ed il PD che si impegnano nel “fare” e nel “fare riformista”.
Una volta stabilito questo, ci sono solo da trovare le cose su cui dar dimostrazione del nuovo spirito.
Cose difficili?
Maddecheeeee!!!
Ad es. una delle cose contro cui ho sentito tuonare decine e decine di volte anche e soprattutto persone di sinistra, sono i sindacati.
Che idea abbia il centrodestra del sindacato lo sanno tutti.
Che idea abbia il centrosinistra del sindacato non lo sanno nemmeno loro: perché davanti alle telecamere ti dicono una cosa, dietro un’altra.
E allora perché Veltroni, anzi il centrosinistra, non si impegna a riformare il sindacato prima che ci metta le mani il centrodestra?
E perché non farlo insieme ai sindacati stessi, dando un esempio di buona volontà e capacità riformista?
Invece niente: ogni volta, quando l’estate finisce, siamo costretti a sorbirci i soliti annunci di scioperi generali, di rappresaglie della pubblica amministrazione, di manifestazioni di piazza.
Alla fine è ovvio che l’elettorato ti percepisca come vecchio e piagnone.
E la scuola? ne vogliamo parlare della scuola? pure lì sentiamo dire sempre le stesse cose da anni.
Ed anche la scuola è un’altra delle zone ad alta densità di presenza “sinistra”.
Aiutare a riformarla insieme alle associazioni sindacali scolastiche contigue al PD non farebbe bene a tutti?
Insomma il PD è in cerca di “lavoro” e le opzioni sono solo due:
- opposizione alla Di Pietro iniziando a prenotare le piazze per i prossimi 5 anni
- opposizione riformista e “interessata”: meglio perdere qualcosa che perdere tutto
Secondo me al PD resta solo questa seconda strada.
Scegliendo la prima, non solo rischia veramente di scomparire, ma dà ragione a BErlusconi quando quest’ultimo dichiara che con la sinistra non si può discutere di nulla.
Veltroni sembrava finalmente aver imboccato la strada giusta, ma poi, a forza di cannonate “interne” al PD stesso, sembra siano riusciti nell’impresa di farlo diventare una sorta di clone impacciato di Prodi.
Eppoi qualcuno dovrebbe spiegarmi perché quando D’Alema apre a Berlusconi, Veltroni fa il diavolo a quattro.
Quando è Veltroni ad aprire a Berlusconi, il diavolo a quattro lo fa D’Alema…
Ma voi ci capite niente?
PS: nel frattempo la Lega, ne ha tirata fuori un’altra delle sue.
Il permesso di soggiorno a punti: adesso voglio vedere quanto ci metterà il PD a dire che è una cazzata per poi doversi rimangiare tutto quanto.
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14 Responses to “Efficacia comunicativa”
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…se non per motivi seri!? Perché, che urla?
OK Luca, facciamo un esempio: Di Pietro a gennaio di è opposto alla “svendita” (come la chiamava lui) ad Air France.
Poi si è opposto alla svendita a CAI.
Poi ha detto che metteva lui in piedi la cordata di imprenditori…
Li hai visti tu questi imprenditori? Io no.
Per quanto riguarda le riforme, io a Di Peitro sento sempre dire “questo non va bene, quell’altro non va bene”. Durante i 5 anni del governo Berlusconi urlava contro i soldi spesi per le infrastrutture.
Dopo la mezza sconfitta di PRodi, capito l’andazzo, si è messo a dire che non ci si poteva comportare come gli irresponsabili verdi che bloccano tutto.
Adesso siamo tornati agli attachi al ponte sullo stretto et similia.
Insomma io posso dar atto a Di Pietro di essere stato “dialogante” nei due anni di Prodi, però a me sembra che il programma di Di Pietro sia più quello di andare in televisione dicendo che tutti gli altri sono ladri e che c’è un REGIME, piuttosto che quello di fare proposte serie.
Uno che vuole dialogare e collaborare non dice che con un governo come questo non si può scendere a patti. Soprattutto è criminale farlo SPECULANDO sul dialogo che finalmente csx e cdx stavano portando avanti per fare alcune riforme importanti.
Se oggi Veltroni deve alzare la voce, è più per colpa di Di Pietro che gli sottrae voti urlando che per motivi seri.
Riguardo ciò che hai scritto non mi sembra proprio corrispondente alla realtà. Sembra una visione distorta che attribuisce certe caratteristiche dell’attuale maggioranza all’Italia dei Valori. Italia dei valori sembra propositive democratica, per nulla autarchica ma umile e disposta al dialogo ed al confronto. Ciò che nel PD si possono sognare e pure nel PDL e per motivi diametralmente opposti.
Ah già, dimenticavo la differenza più grande.
La Lega per quanto populista cerca una legittimazione democratica: vogliono il federalismo perché lo vuole la gente del nord.
Di Pietro invece ha sempre in testa una democrazia zoppa e subordinata ad una casta di “giusti” che non possono essere giudicati da nessuno.
Hai mai sentito dire a Di Pietro che ci vuole una riforma della giustizia che impedisca ai pm o ai giudici di essere giudicati dai loro amici? io mai.
E credimi che non è una differenza da poco.
Mah, secondo me invece lega e di pietro non potrebbero essere più diversi.
La Lega ha un obiettivo preciso da quando è nata e lo persegue a costo di beccarsi ogni possibile anatema dei mass media (e quindi è un populismo anomalo).
Di Pietro ha costruito un partito personale senza un’idea centrale forte. L’unica cosa che gli itneressa è piazzarsi sulle aree di confine e prendere un po’ di questo un po’ di quello a seconda di come gira il vento.
Ma non ha una idea strutturale che sia una: è puro sfascismo e quindi populismo vero allo stato brado.
Altra grande differenza: la Lega è fatta da leghisti, FI da un mix di socialisti-liberali, il PD da cattocomunisti. Il partito di Di Pieto è fatto da Di Pietro che prende persone di ogni tipo purché siano ben riconoscibili e portino voti (da Occhetto ad Orlando, passando per Giulietto Chiesa et similia. Ultimi i mastelliani).
Forse sia per la LEga che per Di Pietro si può parlare di populismo, ma sono due populismi moooooooooolto diversi. Di Pietro ed i suoi amici al governo sarebbero una versione aggiornata del fascismo (ordine rigore disciplina per tutti tranne per loro). La Lega è un populismo liberal conservatore del tipo “a casa mia faccio quello che cazzo mi pare”.
Sono d’accordo con la Lega e le sue strategie e sul punto di vista delineato.
Gente tipo Gentiloni, Mastella e quello là che era all’istruzione (ora ricordo, Fioroni): questi signori sono parte della comunicazione. Poi si capisce che arriva gente autoritaria ma non autorevole come la Gelmini, Alfano e vari altri cazzoni che credono di esser duri, secondo me. Guarda Tremonti: avevo stima di lui un tempo, ora spiega in giro la crisi collegandola al fatto che in Italia nessuno più risparmia ma tutti spendono e fanno mutui a manetta. Se ricordate equivale all’espressione fate girare l’economia. E la banche che si strozzano della loro stessa ingordigia. W gli spot e la comunicazione?? Preferisco la schiena diritta.
Per quanto riguarda l’opposizione alla Italia Dei Valori invece mi sembra molto simile alla posizione della Lega: propositiva e dispostissima al dialogo. Anzi addirittura mi pare idealista coma la Lega dei primi tempi, prima che si facesse corrompere da gente che sa come investire i soldi per averne molti di più.
Per quanto riguarda la strategia di comunicazione di quei … del PD credo che sia la mancanza di fatti ma solo chiacchiere. Avrebbero dovuto abolire un sacco di leggi e innovare parecchio nel riciclaggio, conflitto di interessi e molte altre cose, la giustizia ecc ma per accontentare anche l’allora posizione sperando di raggiungere accordi del tipo io non rompo i coglioni a te e tu non li rompi a me non hanno concluso nulla. La destra nella sua strategia comunicativa ha approfittato di questo vuoto di potere per farsi i cavoli suoi e sta continuando. Per esempio: che senso ha indicare una grande mobilitazione di massa dopo le ferie, e poi mesi prima? Il senso del quaraquaqua
BEh appunto Giancà: gli immigrati di colore “anziani” ci saranno anche in Italia.
Però bisogna aspettare ancora qualche anno visto che da noi è da poco che vengono e quando vengono sono giovanissimi.
PS: sempre che Berlusconi l’anno prossimo non finsica di sistemare l’Italia e negli ultimi 3 anni non si conceda il lusso di aggiustare pure l’Africa
Se non riesci a rispondere da solo all’ultima domanda, devo cominciare a ricredermi sul conto della tua intelligenza
PS: non è che quelli di colore sono tutti giovani. E’ che l’Italia è da poco un paese dove emigrare e quelli che emigrano sono i più forti del gruppo e non i più deboli.
E’ ovvio che adesso si vedano in giro molti più giovani che vecchi.
Senza contare che non sappiamo se fra 20 anni sarà ancora possibile utilizzare lo stratagemma cinese che si fa sparire il nonno o non se ne denuncia la morte, per riutilizzare il nome/cognome per un clandestino.
Ma per il momento è prematuro pensare ad un gruppo di anziani vecchietti di colore che sostano al parco.
TRa l’altro non capisco perché mai uno che ha lavorato in Italia scappando dal paese di origine per la fame, ci debba tornare quando ormai s’è integrato qui da noi.
AllA peruviana che viene a fare le pulizie qui da noi, abbiamo fatto tutte le scartoffie e le paghiamo i contributi per farle avere la pensione. E perché mai dovrebbe tornarsene in PErù?
Veramente io sapevo che che c’era una legge (o doveva arrivare una legge a breve), che la cittadinanza NON sarebbe più stata data automaticamente con il matrimonio.
E’ roba di qualche tempo fa quando ci fu il problema dei vecchietti che si sposavano ogni 3*2 con le ventenni jugoslave o africane.
Del resto non vedo lo scandalo: se il nonnetto è innamorato sarà ben disposto anche a trasferirsi in Africa
Certo che possiamo farlo il referendum sui luoghi di culto, però poi lo estendiamo anche alla possibilità di fare manifestazioni sotto casa mia così siamo ancora più contenti

A parte questo figuriamoci se io sono contrario ad un luogo di culto: però in casi particolari, come il fatto che alcuni centri musulmani sono più soggetti ad infiltrazioni terroristiche di un centro buddista per es., un po’ di controllo e di sale in zucca ci vuole.