Solo momenti di tensione?

Pubblicato: 1 October 2008, 10:13 am Add comments

RomaSono davvero dispiaciuto per la brutta piega che sta prendendo il dibattito politico in Italia. Sembra di essere tornati indietro nel tempo: di nuovo si riparla di “Berlusconi dittatore”, “manca la democrazia in Italia” etc etc.
E se le cause di questo avvitamento possono essere in parte addossate anche a Berlusconi, la colpa maggiore però ce l’hanno Veltroni e Bettini che dopo la sconfitta sono riusciti a farsi mettere nel solito angolino. Angolino in cui finiscono i leader di sinistra da 10 anni a questa parte ogni volta che sono assaliti contemporaneamente dalla parte più radicale e da quella più “prodiana” dello schieramento.
Veltroni sembrava aver superato l’empasse grazie ad una intelligente campagna elettorale in cui aveva privilegiato toni soft e riformismo. Sembrava che il PD nascesse con una “mission” già stabilita, quella del riformismo italiano.
Ma dopo la sconfitta alle elezioni si è trovato a dover fare i conti con le solite manovre tardo bolsceviche dei contestatori interni (da D’Alema a Bersani con Fassino non pervenuto) a cui avrebbe dovuto rispondere per le rime grazie al successo delle primarie con cui era stato designato segretario del PD.
Invece un po’ ha risposto, un po’ ha tergiversato, un po’ è stato vittima degli uomini che lui stesso ha fatto eleggere (Di Pietro su tutti) ed un po’ ha pure cazzeggiato: così oggi paga il conto e tenta di risalire la china ritornando alle vecchie litanie del Berlusconi despota e “signora mia quanto ci manca la democrazia”.
Eh no, non è proprio il momento soprattutto con tutti i guai che stiamo passando in Europa e ancora di più in Italia.
Quindi dico a voi riformisti del PD: visto che il vostro leader s’è abbioccato ed è sotto il fuoco incrociato di penna bianca D’Alema (ormai è più canuto di Casini) e di “W la festa dell’Unità” Bersani (per non parlare di Parisi e della Bindi), alzatevi e andate a dargli una mano.
Penso ai tanti Morando o Ranieri, presenti nel PD, ma anche ai tanti giovani margheritini o ex diessini che proprio non ce la fanno a parlare ancora di comunismo e antifascismo.
Altrimenti il 2013 rischia di essere un altro 2006, ma senza nemmeno lo champagne delle 3 di notte.

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7 Responses to “Solo momenti di tensione?”

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  1. Gravatar
    marco Says:
    1

    c’è una rincorsa tremenda per il salto della manifestazione di ottobre… una rincorsa che sui giornali mette in evidenza tutto, dall’isola dei famosi al (fin’ora presunto) pestaggio dei ghisa di parma ai danni di un ragazzo di colore, dicendo che l’Italia berlusconiana (ma quale…) sta precipitando nel fascioputinrazzismo, ma che ignora del tutto che ieri siano stati presi 107 (presunti) camorristi, con la benedizione di Maroni e (non si dica, non si dica) del supermafioso mr. B. (su l’Unita.it di ieri c’èra un mini link con scritto “sgominato” il clan dei casalesi… “sgominato” ovviamente tra virgolette, 3 volte)
    si sta cucinando anch a colpi di annizero l’opinione pubblica, pronta per fare booh!
    si chiama il principaleesponentedelloschieramentoameavverso ballista e piscialletto.
    e tu cerchi il dialogo?

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    kagliostro Says:
    2

    Beh io il dialogo lo cerco sempre: ovviamente a tutto c’è un limite.
    Diciamo che agli allarmi sul razzismo non ci credono più manco a Repubblica.
    Ed è proprio per questo che ritornare indietro sulla strada dell’antiberlusconismo è folle. Specie dopo aver speso tanto (caduta di Prodi, separazione della sinistra radicale, elezioni perse etc etc).

    Mentre invece Berlusconi avrebbe tutto l’interesse a lavorare con Veltroni e a favorire la svolta antiberlusconiana.
    Il problema è che a Veltroni è mancato coraggio e perseveranza. Altrimenti il dialogo sarebbe potuto andare in porto e portare altri risultati positivi.

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    Solo momenti di tensione? (Kagliostro) Says:
    3

    [...] Continua [...]

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    Giancarlo Says:
    4

    Non è che tutta questa nostalgia del dialogo nasconda l’incapacità dell’ attuale governo nel gestire le questioni importanti? Visto come è stato gestito l’affaira Alitalia a me qualche dubbio è venuto.

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    Luca Rosso Says:
    5

    Il problema a mio avviso è che non si crede al razzismo ma non si da nemmeno il giusto peso a quello che la gente comincia a pensare sulla discriminazione. Non solo ciò che appare per tele o sui giornali è reale, c’è molto di più ma non trova il giusto spazio. C’è poca gente che agisce pensando: pensano come se dovessero agire e basta. Tipo il leone con la gazzella… però a mio avviso così si finisce come le bestie non come persone. Secondo me la società sta oscillando in modo instabile… vedremo. Buon lavoro! ;-)

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    kagliostro Says:
    6

    Giancà, ti rassicuro subito: assolutamente no!
    L’Alitalia era la cosa meno importante di tutto visti i soldi che sono stati buttati negli anni.
    Quello a cui sto pensando sono soprattutto la riforma federale e quella della giustizia dove un accordo con l’opposizione, anche in virtù di molti punti in comune, sarebbe un’ottima cosa.

    @Luca: sì, l’oscillazione c’è, vedi il “decisionismo” anche contro la camorra, ma di razzismo non mi pare proprio. Vedremo in seguito…
    Quello che mi preme, come scritto sopra è il problema di una riforma PROFONDA e condivisa. Perché aremare bisogna essere in due altrimenti la barca gira su se stessa :???: :???:

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    Luca Rosso Says:
    7

    Le guerre si fanno sempre in due e per mettersi d’accordo fra adulti bisogna venirsi incontro a vicenda. Non che uno detta le regole e l’altro le deve solo ratificare. Non siamo mica fra bambini… fra bambini si usano i cazzotti, fra adulti si ragiona o si fanno le guerre. Non so se voi abbiate mai fatto una guerra o siate mai stati in zone toccate da simili sciagure: credo sia meglio evitare di rivivere l’esperienza in prima persona.
    In particolare non mi riferisco al decisionismo ma al modo di applicare le riforme. Il decisionismo contro la camorra era un gesto che chiunque aspettava da tempo ma mancava solo il capro espiatorio per far partire le operazioni. Io sopra mi sono riferito ai gesti di razzismo per esempio a Roma contro gay, africani e cinesi. In giro per l’Italia non solo a loro ma anche verso i più deboli. Quella a mio avviso è vigliaccheria e basta.

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