Ora veniamo alla parte “artistica” della città: una visita “culturale” a Berlino è la cosa più semplice del mondo (ed anche per questo se avete 4 o 5 giorni liberi andateci).
Infatti gran parte del patrimonio artistico berlinese è stato raso al suolo nel ‘45.
E la monarchia tedesca non è che fosse questo “brio”…
E a Berlino del nazismo meno se ne parla meglio è: non è certo un pezzo di storia di cui vadano fieri.
Ed il comunismo sopravvive in qualche irriducibile e soprattutto nella grande “cicatrice” che circonda Berlino Ovest ovvero un selciato di mattoni (incredibile come dia il senso di essere una vera e propira cicatrice) interrato nell’asfalto che ricorda dove passava il muro una volta.
Però è sempre la logistica a farla da padrona a Berlino rendendo drammaticamente semplice una visita “culturale”: infatti gran parte di quello che c’è da vedere è collocato in linea retta su quella che è teoricamente un’unica strada divisa in 4 tronconi (Liebnecht Strsse + Unter den Linten + Strasse des 17 Juni + Bismarckstrasse). Su questa strada che parte dalla rinomata Alexander Platz (quella con la torre della televisione), si trovano, “messi in fila”, il centro commerciale(?) costruito al posto del palazzo imperiale raso al suolo nel ‘45, il Duomo di Berlino che a differenza di tutte le chiese protestanti è stato costruito nel modo più “italiano” (cioè ricco e barocco come le nostre basiliche) che ci possa essere (un’eresia per i protestanti), l’isola dei musei (fantastico il Pergamon museum dove è conservato l’altare di Pergamo ed una straordinaria porta di Babilonia) che ospita (o dovrebbe) tutti i reperti recuperati dai tedeschi nel 1800-1900 in Grecia, Egitto ed Asia Minore (da perderci una giornata perché ne vale davvero la pena). Più in là il museo di storia nazionale, poi la piazza dove i nazisti bruciarono tutti i libri e proseguendo ancora si arriva alla porta di Brandeburgo: superata questa si scende e a destra c’è il Reichstag (il Parlamento tedesco?), poi un bel parco con la orribile torre dell’orologio regalata dalla Mercedes a Berlino, un altro museo abbastanza famoso, fino ad arrivare alla celeberrima colonna della vittoria con l’angelo.
E non è finita: perché facendosi un altro po’ di kilometri sempre in linea (quasi) retta c’è Charlotteburg ovvero la residenza estiva della prima regina di Prussia Sofia Charlotte (incoronata a 33 anni nel 1701 e morta a 37 nel 1705) che deve la sua fama non tanto alla sua bellezza quanto alla sua volontà di circondarsi di artisti e pensatori (lei stessa fu allieva di Leibniz e Charlotteburg è anche il quartiere dell’università e dei musei più importanti dopo quelli dell’isola dei musei nel centro).
E qui a Charlotteburg perderete un’altra giornata perché questo palazzo, ricostruito dopo i bombardamenti del ‘45, è quello in cui più di tutti gli altri troverete ben descritti i 2 secoli che vanno dal 1701 alla prima guerra mondiale: soprattutto troverete anche molti oggetti recuperati dagli altri palazzi e principalmente dal (fu) palazzo imperiale di Berlino (4 ore di visita guidata… alla fine stramazzavo al suolo).
Insomma non è Roma e nemmeno Vienna, ma di cosette da vedere ce ne sono e tutte organizzate abbastanza bene: costo medio delle visite 12 euro, ma la guida audio è inclusa (purtroppo è PESSIMA proprio quella del Pergamon museum).
Ho dimenticato lo zoo di Berlino (mah), davanti al quale trovere anche il “dente rotto” ovvero il campanile fatto costruire da uno dei Guglielmi re di Prussia e diventato un simbolo per ricordare la 2 guerra mondiale: infatti il soprannome deriva dal fatto che pur colpito da una bomba è rimasto in piedi ed ora somiglia appunto ad un dente scheggiato.
Nel mezzo della visita impossibile non visitare il Sony Center in Postdamer Platz (più piccola, più raccolta, più tecnologica, più pulita di Alexander Platz) altro centro importante con i sui 3 fantastici grattacieli e la cupola (di uno di questi architetti comunisti italiani contemporaneo)a mo’ di Fujiama costruita in onore del committente giapponese Sony. E magari andantevi a vedere un paio di filmetti in 3d al cinema che lì li trasmettono a ruota continua. (Dimenticavo: i parchi in questi zona sono tutti WI-FI muniti e alle fermate del bus oppure per strada è molto facile trovare piloni con monitor per chiedere aiuto alla polizia o navigare su internet 30 minuti aggratis)
Chiudiamo con varie annotazioni: innanzitutto in Germania le donne sono proprio come ce le immaginiamo? indubbiamente di bionde ce ne sono tante e talvolta sembrano fatte con lo stampino. Se è vero che sono figlie della razza ariana di Hitler beh allora sì che c’è da ridere visto che la Germania ospita anche la più grande comunità di turchi (circa 6 milioni) ovvero un concentrato di uomini con capelli neri, carnagione scura, folte sopraccicglia, peli a non finire e altezza nella media: il disegno di Hitler a puttane con la prima (im)migrazione
Una nota speciale va alla gentilezza dei tedeschi tutti estremamente cortesi: non molto igienici, ma la cortesia dei berlinesi è davvero lodevole soprattutto nei negozi. E l’inglese lo parlano alla grande.
Per quanto riguarda i prezzi, sul cibo ho già detto (a parte dell’ottimo salame di Mailand che vendono -> Mailand=Milano
). Il resto varia proprio come a Roma: la roba di marca costa come a Roma (dalle cuffiette Sony alle felpine della Nike) e proprio come a Roma potete trovare ottime cose. Chiaramente in questo caso il giudizio è più difficile da dare perché per trovare i negozi “giusti” occorrono anni nella propria città figuriamoci in una straniera.
Questo per quanto riguarda i “turisti” (a proposito, la lingua non è un problema visto che Berlino è letteralmente invasa da italiani: nei bar, all’aereoporto, nei negozi di abbigliamento etc etc).
Chi vive lì può aggiungere a tutte queste cose anche i vantaggi della centralità berlinese: infatti 2 o 3 italiani lì residenti, ti dicono come sia semplice per loro andarsi a fare un weekend in Scandinavia o a Londra o a Parigi. Per un berlinese tutte le capitali europee sono ad 1 o 2 ore di distanza… un niente che permette di viaggiare moltissimo e a costi bassi.
Del resto se la chiamano mittel Europa un motivo ci sarà
Andate a gustarvi gli ottimi Spratzel (strozzapreti più corti molto buoni), i Wasp(?) o i Munchaquanlchecosa (ravioli “strani”, ma che credo siano l’unica pasta-pasta che hanno)
Altre cose in questo momento (fra 1 ora riparto per la Lucania) non mi vengono in mente.. quando torno magari scrivo altro in base alle vostre domande.
Un giudizio conclusivo? beh io direi questo: un italiano non ha nulla da invidiare ad un berlinese/tedesco, però una volta andato a vivere lì da loro si troverebbe davvero molto bene. Viceversa credo che un berlinese/tedesco di cose da invidiarci ne abbia tantissime, ma non credo che riuscirebbe mai a vivere da noi nel nostro casino.
Se non avete visitato Vienna (che a me è piaciuta troppissimo), Berlino è da vedere assolutamente (in agosto col last minute una settimana in albergo 4 stelle nel centro di Berlino incluso viaggio di andata e ritorno costava circo 450/500 euro a cranio.. fate vobis!)
PS: purtroppo non ho assolutamente tempo per correggere il post.. quindi abbiate pietà!
Ci becchiamo lunedì!
Ciaoooooooooooo
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5 Responses to “Di ritorno da Berlino [parte seconda]”
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Ciao K!
Ti dicevo, quando sono andato su con la scuola due anni fa, che Berlino meritava di essere vista!
E ti raccontavo anche di altro… non so se ricordi ;);)
Ciao viaggiatore!
Ricky
Herzlich willkommen K !!!
Non ci crederai ma io a Berlino ci sono stato ben due volte…e ho visto TUTTO ma proprio TUTTO quello che hai raccontato tu.
Hai forse mangiato anche al ristorante internazionale vicino al Checkpoint Charlie (che sicuramente hai visto) ???
Un saluto e un agurio di buona ripresa studio/lavoro
hinoki84
Ma in agosto non ti fermi un attimo!
Vabbe’, ormai dell’arte teutonica sai tutto, ma delle fraülein che ci dici?
Esatto, non paragoniamo Berlino alla MERAVIGLIOSA,pulitissima, civilissima Vienna!
ARIECCOMIIIIIIIIIIIIII!!!!
Ciao Belli!!!
E’ 1 settimana che non usavo il computer: roba da star male!!!
Sono PC-DIPENDENTE!