Olè, eccomi rientrato dalla tanto decantata Berlino dopo 1 settimana passata a percorrerla in lungo e in largo.
Stanchezza a parte, ne valeva la pena.
Forse quelli che parlano di Berlino (e della Germania) in toni entusiastici esagerano un poco, però non hanno tutti i torti.
Premetto: visitando una città in fretta e furia è difficile farsi un’idea esatta di come funzionino le cose, ma qualche dettaglio si riesce a coglierlo.
E partiamo proprio dal “dettaglio” più macroscopico, quello che secondo me più di tutto il resto influenza il modus vivendi dei berlinesi: la struttura della città.
Infatti gran parte del “merito” dello stare bene a Berlino è dovuto (purtroppo) ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno permesso di ricostruirla ispirandosi ad una pianta moderna con grandi e lunghissime strade di scorrimento che attraversano il centro, palazzoni a scopo abitativo targati DDR (veri e propri alveari), ma anche grattacieli moderni nella Berlino post-muro. Completano il quadro parchi pubblici di ogni forma e dimensione, una metro semicapillare che corre “a pelo” di strada (a Roma e a Mosca si perde più tempo a raggiungere la banchina della metro che nel viaggio vero e proprio), puilizia delle strade e dei marciapiedi, semafori semi-intelligenti, trasporto pubblico efficiente, grandi magazzini nel centro città etc etc etc.
In fin dei conti il centro di Berlino somiglia molto all’Eur (qui a Roma) con l’unica differenza della presenza di questi enormi palazzoni alveare.
Alveari che però non degradano affatto la città: anzi, grazie ad una ripulita ed una riorganizzazione generale della zona ex sovietica, Berlino può permettersi un centro popoloso, ma dove scontrarsi con altre persone camminando per strada è praticamente impossibile. Ombre di degrado urbano è difficile vederne (graffiti sui muri e cartelloni pubblicitari sono inesistenti).
Berlino è un ottimo esempio di come organizzando le cose in un certo modo si possa vivere benissimo anche in appartamenti “piccoli” (almeno per gli standard italiani).
Senza contare che i prezzi delle case sono stracciati anche nel centro città (1000 euro a metro quadro o affitti da 600 euro al mese per un miniappartamento in centro), anche per via del fatto che, da quel che mi hanno raccontato, gli stipendi berlinesi sono i più bassi della Germania (gli stagisti italiani che erano lì prendevano 700 euro al mese per lavorare dalle 8:30 alle 17, 5 giorni su 7, ferragosto incluso.
Costo del cibo “locale” generalmente irrisorio (avrò consumato 2 o 3 kili di salmone tanto da averne la nausea), anche se i localini che “ti spennano” ci sono e si fanno pagare più che in Italia. La birra (va da sè) che costa zero, mentre la coca cola (quando si trova) costa meno dell’acqua per via di una soluzione intelligente ed ecologica che i berlinesi hanno adottato: ogni bottiglia di acqua si paga 20 centesimi in più che verranno restituiti quando si riporta il vuoto al negozio… ad un qualsiasi negozio visto che sono tutti muniti di apposite macchine addette all’operazione riciclo.
Soluzione questa adottabilissima anche in Italia.. speriamo che qualcuno ci pensi!
Un paio di precisazioni (e giudizi negativi) sul cibo e sui trasporti: innanzitutto i berlinesi (come francesi ed inglesi) hanno un senso dell’igiene pari a sottozero. Ancora non sanno che esistono i guanti per evitare di toccare soldi e cibo con le stesse mani. Eppoi lì quando parli di alveare si possono intendere due cose: o i palazzoni sopra descritti oppure i banconi dei negozi che vendono panini e dolciumi (tipo Kamps che non è proprio una bettola) letteralmente invasi da nugoli di vespe (non ce n’è uno che si salvi): ai berlinesi tutto ciò sembra normale… mah
Manca del tutto la varietà e la qualità del cibo italiano ed inoltre sono ideologizzati come solo i francesi possono esserlo: in molti locali non ti servono Coca Cola, ma solo Afri Cola, Denzian Cola e sottomarche simili in segno di protesta contro un simbolo USA… (e te le fanno pure pagare care).
Sui trasporti c’è poco da dire: sono cari, anzi carissimi se paragonati all’Italia.
Vabbé…
[Fine prima parte: la seconda, con le conclusioni, mercoledì o giovedì]
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8 Responses to “Di ritorno da Berlino [parte prima]”
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Sostanzialmente tutto giusto.
Berlino è sulla lista delle cose da fare, ma quella roba della AfriCola non mi è piaciuta per niente…
comunque aspetto il prossimo post, per altre succose e vespose notizie.
(p.s.: mi si fa notare da altre parti che il tuo è un bel pezzo sulle vacanze, dad persona seria, non il mio…)
bentornato!
Quandi paragoni le metro, mettici pure Mosca ma leva Roma che sta qualche ordine di grandezza piu’ sotto e non parlo di profondità.
red
Meno male Fabrì!
BElla per te Marco: la recensione sulla parte “culturale-artistica” arriva merc/giov, ma già ti anticipo che anche lì c’è la sufficienza piena che diventa un 7/8 vista la “logistica” delle cose da vedere berlinesi ( tutte collocate su una lunghissima strada).
Per quanto riguarda la Coca Cola urg precisazione: la Coca Cola/Pepsi Cola non viene venduta nei locali della zona est della città. Ma se vai nelle grandi catene del centro (ad es LIDL) non solo la trovi, ma la paghi 0,89 (almeno io la PEPSI Cola l’ho pagata così) ovvero MOLTO MENO che a Roma (dove la PEPSI LIGHT costa 1,39 quando va bene). Insomma prezzi che qui in Italia non ci sono nemmeno quando fanno le offerte speciali.
No dai Red, la metro di Roma funziona: il problema è che le stazioni sono poche e ci sono solo due linee. Per quanto riguarda la frequenza anche a BErlino capita di aspettare 7/8 minuti.
Però è una cosa normale visto che lì il tracciato è esteso e sulle stesse rotaie passano treni che poi vanno in più direzioni.
Insomma a BErlino hanno una specie di Londra in miniatura di cui la cosa che colpisce di più sono i pochissimi gradini che scendi per trovarti già sul binario. Eppoi il numero delle fermate disseminate ovunque (almeno al centro).
Purtroppo a costare costa tanto (anche se lì il welfare state sembra davvero una manna visto che sono in parecchi ad avere sconti o esenzione).
Sono due cose diverse.
A berlino ti puoi muovere solo con la metro. Non dico fermate a ogni angolo come parigi o londra ma quasi.
La metro il venerdi e il sabato funziona tutta la notte …. a Berlino.
E i taxi ? Per 3 euro puoi fare la Kurzstrecke cioè gli dici al tassista dove vuoi andare e quello guida per 3 chilometri esatti in quella direzione per 3 euro.
Sulle palazzine …. beh quelle DDR non sono belle ma secondo me comunque dignitose.
Se poi paragoni i casermoni di Kreuzberg con le palazzine fighette di Charlottenburg beh si c’è una differenza ma che non è cosi clamorosa come quella tra le case di ringhiera o i palazzoni popolari milanesi e le costruzioni in stile liberty del centro di milano.
E poi non mi venire a dire che a roma non ci sono le palazzine stile DDR.
Una cosa di Berlino mi ha colpito invece. Una città cosi’ grossa (vabbè sarà un pelo piu’ grande di roma forse nemmeno) trovare una cortesia dei berlinesi e un’ospitalità degna di quelle dei paesi del sud italia.
red
Red, ma io che ho detto di diverso?
Anche a me i casermoni DDR di BErlino hanno fatto un’ottima impressione: sono più che dignitose e soprattutto non c’è forma di degrado. Tra l’altro quello dove sono stato io era completamente ristrutturato (ma penso che sia così anche per gli altri) e magari a Roma avessimo le stesse finiture che c’erano in quello. Purtroppo l’aspetto estetico risente degli anni ‘50, ma alla fin fine “scompare” parzialmente in mezzo ai grattacieli moderni e la skyline complessiva di Berlino dopo che l’occhio si è abituato non è affatto malvagia anzi…
Da noi si riesce ad avere degrado anche dove la densità abitativa è nettamente inferiore rispetto a Berlino.
A Berlino grazie a quei palazzoni DDR, 1 milione di persone riesce a vivere al centro e senza cedimenti sul fronte della civiltà.
Per quanto riguarda i taxi a me ha preso 7 euro per fare 1 kilometro (arrivato a Alexander platz mi ha portato a liepzeger che è ad 1 km da lì) quindi sorvolerei alla grande. Sulla metro hai ragione, però io sono un grande camminatore (a Charlotteburg ci sono andato e tornato a piedi da Alexander platz perché per me quelle distanze sono normali) e quindi non ne ho avuto così bisogno. Qualche volta semmai ho preso l’autobus più che la metro.
Ecco, della cortesia però ne volevo parlare nel secondo post dedicato però straconcordo e non è solo un mio parere: tutti gli italiani che erano lì dicevano le stesse cose. Hanno una disponibvilità assoluta, ti salutano in ascensore anche se non ti conoscono: gran parte della fama dei tedeschi “burberi” è dovuta a quello caxxo di lingua. Del resto è normale: se dovessi pronunciare parole in cui ci sono 3 vocali e 18 consonanti sarei incazzato pure io
In ogni caso i palazzoni DDR il primo giorno mi hanno lasciato con l’amaro in bocca, però poi a ben pensarci è fantastico come risolvano in modo più che dignitoso l’alloggio e permettano forse ad 1 milione di persone di vivere al centro godendo poi di spazi enormi di verde. Da noi grosse case e per strada non c’è posto per camminare sul marciapiede (quando c’è il marciapiede).
Da loro… beh è incredibile
Ma del brillante rigore calciato ieri dal tuo capitano… Non parli?!?