Anche i comunisti nel loro piccolo (piccolo piccolo) si incazzano!
Pubblicato: 28 July 2008, 8:56 am Add comments
Addio al “cachemirato” bertinottiano: ieri si è chiusa un’epoca.
Quanto è dura essere comunisti in questo periodo: anche se la loro storia è piena zeppa di spaccature causate dalle lotte per chi doveva e deve guidare il partito, almeno 50 anni fa chi vinceva si portava a casa come bottino la guida di un partito che raccoglieva il 30% dei consensi e dominava la scena culturale.
Oggi quel partito vale 10 volte di meno, per la prima volta nella sua storia non è nemmeno in Parlamento e soprattutto la “battaglia culturale” è se Luxuria debba andare sull’isola dei famosi oppure restare a casa.
Così ieri si sono giocate contemporaneamente due partite distinte: al congresso Ferrero ha dato la batosta della vita alla cricca bertinottiana fatta di Vendola, Giordano e Migliore.
Il Manifesto, novello Sorrisi e Canzoni, s’è messo a pubblicare le lettere di chi non vuole Luxuria all’isola…
Ma torniamo al congresso.
Dico la verità: Ferrero mi mette paura. Non che Vendola sia più simpatico, però almeno ha un’espressione facciale.
Ferrero no: è impassibile, non riesci mai a capire se stia pensando a quello che dice oppure se gli passi altro per la testa.
Certe volte sembra quasi che quell’uomo pensi davvero ad instaurare il comunismo in Italia.
Invece Bertinotti ride, scherza, ti regala un po’ di momenti di eccentricità che (forse) rimarranno (la custodia degli occhiali a tracolla, il cachemerino…), ma soprattutto ti fa pensare che si possa essere comunisti anche avendo un cabinato ancorato ad Ostia.
Un modello che ieri è affondato con tutta la ciurma a bordo.
I delegati gli hanno preferito un valdese e adesso vedrete quanti confronti si faranno fra il superpresenzialista dei salotti Bertinotti e il più ritirato, serioso, modesto Ferrero.
Sinceramente non mi sarei mai aspettato (come tutti credo) una vittoria di Ferrero: invece lui zitto zitto ha tessuto una trama che s’è pappata la corrente vendoliana.
D’accordo, lo scarto è ridotto, ma dato che Ferrero non partiva dal favore dei pronostici la vittoria è pesante.
Oltretutto legittima Ferrero come “vincente” di fronte alla platea dei delegati: un vincente che ha battuto anche il padre padrone Bertinotti.
Ma c’è un altro motivo che potrebbe avvantaggiare Ferrero: il bisogno di Rifondazione di iniziare a “pensare positivo”.
Se Vendola oggi pensa che il partito sarà presto in preda a convulsioni e si ributterà fra le braccia dei bertinottiani, io non ne sarei così sicuro.
Se fossi comunista, da oggi inizierei a pensare che alla fin fine BErtinotti, Vendola e anche Giordano e Migliore non sono “veri” comunisti.
Bertinotti sempre nei salotti, Vendola con le sue poesie, Giordano pieno di guardie del corpo per portarlo dalla sua residenza romana alla villa con piscina che ha fuori Roma…
Migliore poi… si può fare la rivoluzione con Migliore?
Fossi comunista penserei che Ferrero è l’unico che possa riportare il partito all’austerità originaria che è l’unico modo per entrare in contatto con la classi sociali più deboli.
Ma siccome non sono comunista, quello che mi fa pensare che per la premiata ditta Bertinotti&Vendola sia finito il tempo delle mele, è l’ampio sorriso con cui ieri Claudio Grassi ha fatto il pugno chiuso sul palco con Ferrero: nella storia del partito comunista, ieri, per l’ennesima volta, si è consumato un parricidio!
Ciao Fausto, in parte ci mancherei!
UPDATE: ah già, un consiglio a Luxuria. Vada dove le pare, che tra l’altro quelli potrebbero essere gli ultimi soldi facili che guadagna. Però mi trovo d’accordo con la Armeni: la sua partecipazione all’Isola farà tutto meno che aiutare il comunismo. Col culo che si ritrovano in questo periodo, potrebbe essere vista come una fuga di protesta contro Ferrero verso berlusconiani lidi… ed un buon 50% del partito (in pratica un 1,5% dell’elettorato) potrebbe passare alla maggioranza…
UPDATE2: che bello, mi sono accorto di non aver mai fatto la scontatissima battuta “i comunisti da domani li trovate solo sull’Isola dei Famosi”.
So’ troppo forte
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24 Responses to “Anche i comunisti nel loro piccolo (piccolo piccolo) si incazzano!”
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Uè, ciao Lorenza!!!
Mamma mia, la Scarparo mette paura: almeno la Lella Bertinotti pareva la grassa emiliana che ti fa pure simpatia.
La Scarparo mi mette una tristezza, sembra rimasta al 1800. Tra l’altro mi dà proprio l’idea di una che più che essere comunista, si costringa a fingere di esserlo pure quando in casa non c’è nessuno.
Mi mette una tristezza..
Sulla magistratura credo che Berlusconi abbia dato ampi segnali che stavolta non mollerà l’osso. Ci aspetta un autunno caldo dove speriamo che Veltroni non faccia il pesce in barile, ma si metta a far politica.
Cmq i magistrati restano indubbiamente l’osso più duro visto che sono la casta peggiore di tutte. Sconfitta la casta giudiziaria, l’Italia avrebbe tutte le possibilità di tornare ad essere un grande paese.
Speriamo che Silvio ci si impegni sulla riforma della giustizia!
CIAOOOOOOOOO
Kaglio, bisogna vedere se la magistratura permetterà a Veltroni di dialogare per le riforme. Il caso del Turco, per ora è stato toccato un pesce piccolo, è emblematico come avviso. Oltretutto Veltroni è stato costretto ad allearsi con di Pietro come pegno che il suo partito ha dovuto pagare al trebbiatore molisano per averli salvati da tangentopoli.
Eh, che poi vi è sfuggita la polemica tra le due first sciùre, con la moglie di Ferrero che accusva la sora Lella di aver frequentato troppo i salotti buoni dove mangiavano e bevevano champagne. Al che la moglie di Bertinotti le ha risposto che anche i Ferrero non disdegnano certi salotti come quello di de Benedetti e pure loro ci mangiano e beveno. Pronta la risposta della moglie di Ferrero:”Sì, ma noi lo facciamo solo lì, non abbiamo in casa una collezione di vini d’annata”.
VEro Cachorro!
Infatti se ci fai caso i partiti che vanno meglio di tutti sono proprio quelli dove c’è un capo INDISCUSSO tipo Berlusconi e Bossi.
Vanno meglio di tutti nel senso che sono gli unici a fare “politica” proponendo un’agenda di cose da fare.
Il PD pur essendo un grande partito si guarda troppo l’ombelico e le uniche volte che ha vinto (per modo di dire) è stato con Prodi.
Io continuo a pensare che Veltroni se la smettesse di rincorrere l’IDV potrebbe continuare nella SVOLTA e riprendere il dialogo con Berlusconi.
Però bisogna vedere se D’Alema è d’accordo
“Beh dai Lucià: quando si mette insieme il diavolo el’acqua santa (troskisti, comunisti, leninisti etct ) è solo perché c’è un motivo superiore.
Ed il motivo superiore era l’odio per il cachemire, la cacciata dei bertinottiani e delle loro idee e la presa del potere.”
Alla fine, la situazione è simile a quella di AN dove tutti i boiari e le varie correnti odiano Fini, che d’altra parte è l’artefice dello sdoganamento del partito, oltre che uno dei politici più popolari d’Italia.
Evidentemente però i capi-corrente hanno più senso della real-politik al momento di eleggere il segretario (viene eletto?).
Stella, ciao, non si parlava di un male “brutto”?
Mi sfugge l’accenno alla mala salute di BertyNight; cosa mi sono persa?
Per D’Alema è stata una TRANVATA la vittoria di Ferrero. In questo modo Veltroni può riprendere fiato.
L’unico su cui D’Alema potrebbe buttarsi in un tentativo SUICIDA è Di Pietro…
Credo che questa sia la dimostrazione che la giustizia esiste: Berlusconi attaccato per 15 anni anche solo perché respirava, ora invece può governare tranquillamente facendo cazzate su cazzate che tanto non ha più nessuno che lo contrasta.
Noi dobbiamo solo augurarci che non ne faccia troppe di cazzate
D’Alema, ora, dovrebbe fare la corte, e così già sembra, al 47% del 3%. Poi mette insieme Vendola, Mussi, i suoi e va da Weltroni a dire: è l’ora di cambiare…
Se non fa così, è destinato a vivacchiare pure lui, perchè tanto, se a destra non litigano, qui staremo 10 anni con il Pdl più Lega.
Bertinotti tra l’altro è male in arnese con la salute, a quanto mi dicono. Secondo me, starà a vedere gli sviluppi, non può mettersi nè con Ferrero nè con Vendola.
Ammazza, aho, me sembro il Conte Zio.
Beh dai Lucià: quando si mette insieme il diavolo e l’acqua santa (troskisti, comunisti, leninisti etct ) è solo perché c’è un motivo superiore.
Ed il motivo superiore era l’odio per il cachemire, la cacciata dei bertinottiani e delle loro idee e la presa del potere.
Eppoi ripeto, Grassi rideva, rideva troppo. Altro che mediatore. Quello ha finto fino alla fine perché se i giornali avessero saputo avrebbero organizzato un attacco a Ferrero che manco nel 1918…
Per me era tutto organizzato.
Bisogna ammettere che Ferrero ha giocato di fino: si è preso il 50+1 sfruttando il disastro elettorale e le “bocche storte” di quelli a cui non piace il cachemire ed ora sarà difficile scalzarlo.
Certo è che non vorrei essere un giornalista del Manifesto (vabbé, quello a prescindere ;)) ), che ha sempre parteggiato per BErtinotti ed oggi si trova con una linea completamente contraria.
Cmq ci sarà da divertirsi: D’Alema ad es. puntava proprio su BErtinotti per riprendersi il partito ed ora che farà?