Visto e considerato che sul nuovo governo è ancora presto per esprimere giudizi (son rimasti fuori alcuni nomi su cui avrei puntato, ne sono entrati altri che non mi “ispirano”) queste poche righe prima di tornare nella zona morta (facciamo corna, intendo quella senza ADSL
) le voglio dedicare ad una questione che proprio non riesco a capire: le critiche a Veltroni e l’attenzione dei media alle mosse di D’Alema.
A partire dal fatto che non capisco come si possa parlare di “sconfitta” del PD: a Napoli (tanto per dirne una) il PD ha preso circa il 30% nonostante si andasse a votare in mezzo alla monnezza. Ceasescu fu giustiziato per molto meno.
Al nord ha retto abbastanza bene l’onda d’urto leghista. In Emilia la Lega ha raddoppiato i consensi passando dal 3,5 al 7%, ma non li ha decuplicati.
L’alleanza con Di Pietro può non piacere, ma era nella logica del tentativo estremo di arginare la sconfitta se non addirittura pareggiare al Senato. Veltroni non ha fatto solo “piazza pulita”, ha anche cercato di dare ai suoi elettori la possibilità di vincere le elezioni. Sinceramente non saprei proprio cosa rimproverargli: s’è girato mezza Italia, ha chiamato gente come Ichino, Rossi, Morando, ha cercato di coniugare riformismo e tradizione.
Ovviamente in pochi mesi non è che si poteva pretendere di più: alcune cose possono anche risultare “raffazzonate”, ma la strada per un partito riformista serio è stata imboccata con decisione e su questo non si discute.
Senza contare che la mossa “coraggiosa” di Veltroni ha innescato una mossa ancora più coraggiosa di Berlusconi che si è separato dall’UDC, ha creato il PDL ed ha semi-interrotto i rapporti con Storace. Alemanno ha poi completato l’opera non apparentandosi nemmeno per i ballottaggi. Segno che la politica quando vuole sa essere tremendamente efficiente.
Ma anche l’elettorato si è comportato in modo “maturo” e responsabile.
Io sono criticissimo sulla gestione di Roma da parte di Veltroni, ma per la prima volta che un politico abbandona la comoda poltrona di sindaco per farsi carico seriamente del suo partito e per riformarlo in modo sostanziale, davvero non capisco perché gli si debba fare la guerra.
Eppoi parliamoci chiaro: D’Alema ha sempre voluto fare l’inciucione con Berlusconi anche per accreditarsi come uomo del dialogo. Ed è sempre stato accusato delle peggiori nefandezze. Viceversa Veltroni era quello che diceva che con la sinistra radicale bisognava parlare, che il PD non poteva essere una fusione a freddo in cui ci si dimenticasse delle culture “minoratarie” come quella dei socialisti e dei comunisti.
Adesso si sono invertiti i ruoli: cosa normalissima che uno cambi idea.
Ma oggi questo scambio dà come l’impressione di essere “utilitaristico” (almeno pensando a D’Alema): una guerra di posizionamento incomprensibile.
Veltroni sta realizzando quello che sarebbe sempre piaciuto a D’Alema: quindi non mi capacito del perché D’Alema oggi non lo appoggi.
Mai come oggi governo ed opposizione hanno la possibilità di accreditarsi come il “nuovo che sa fare e fa”.
Mai come oggi c’è la possibilità di lasciarci il passato alle spalle.
E questo in parte si deve proprio alla scelta iniziale di Veltroni.
L’elettorato non è stupido: nei 5 anni di Berlusconi si è visto come i numeri al Parlamento contino poco se le piazze bruciano ogni giorno. L’importanza di un’opposizione responsabile (come lo è stata il centrodestra nei due anni di PRodi in cui si sono messe in cantiere le future riforme costituenti) l’elettorato la capisce, la percepisce.
Il centrodestra adesso è chiamato ad una prova “decisiva” per farci vedere se è davvero capace di governare questo paese.
MA soprattutto “rischia” perché la prossima volta gli elettori potrebbero trovare dall’altra parte un partito a cui dedicare qualche attenzione.
Grazie agli sforzi di Veltroni che i gornali “de sinistra” dovrebbero valorizzare piuttosto che dedicare pagine e pagine a chi ancora rimpiange i vecchi bordelli prodiani. Veltroni sta riuscendo lì dove (quel pasticcione di) Moro non è arrivato.
Se fossi di sinistra accoglierei il consiglio di Belpietro che ieri sera a Porta a Porta ha detto una sacrosanta verità: invece di inseguire le vecchie eredità culturali della sinistra arcobaleno o dei socialisti e perché no dei cattolici alla Casini (come vorrebbe fare D’Alema), sarebbe bene che Veltroni ed il centrosinistra lavorassero ad un programma che raccolga le esigenze dei cittadini. Sarebbe più di sinistra di tante altre cose.
PS: evitiamo di scrivere nei commenti “sei contento di Veltroni perché ha fatto stravincere le elezioni a Berlusconi”. Le elezioni non le ha perse Veltroni, ma Prodi e BAssolino. E Veltroni ha messo Berlusconi ed il PDL con le spalle al muro: se stavolta non governeranno “bene”, non potranno più accampare scuse.
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25 Responses to “Dr Jekill e Mr Hide”
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Grigio non c’era mica bisogno che ce lo dicesse TRemonti.
E cmq quella frase può voler dire tante cose, tra cui quella per cui chi sta ala governo non può permettersi frasi di un certo tipo.
Ad es. Bertinotti presidente della Camera non poteva fare cose non in linea con il suo mandato.
MA quando s’è trattato di fare campagna elettorale l’ha fatta eccome.
Non vedo dove sia il problema.
Lo stesso Berlusconi in campagna elettorale non ha promesso mari e monti, anzi…
@Vale: ciaooooooooo!! te pensa la coincidenza stavo leggendo il tuo ultimo post proprio adesso e ZAC trovo un tuo commento. Condivido tant’è che lo stavo accennando nel post che sto scrivendo!
Ciao Lucià!
Ma ancora non hai risolto? è sempre quel problema dell’altro giorno? mi raccomando fammi sapere se ha ibisono di aiuto (tanto oggi sto a casa).
Del nuovo governo è troppo presto per esprimere giudizi, ma chissà perchè da un paio di prime uscite comincio ad avere i brividi lungo la schiena?
non è “ideologico” non credere a qualcuno… infatti:
Kag,
sto in un mare di guai con l’ADSL e con il lavoro.
comunque ti leggo, col modem a 128K.
Ciao
PS: …cose dle genre le hanno fatte 40 anni fa…
la circle line (se non si dice così, è comunque la linea rossa) del “tube” di Londra l’hanno fatta passare sotto il Tamigi al tempo della regina Vittoria - 1880 - 1890.
E meno male che te non saresti ideologizzato eh?
Mai ideologizzato, logico piuttosto!
Le ideologie a destra le vedono solo quando governa la sinistra!!!
ma non era una priorità del terzo governo berlusconi (appena 7 anni fa) finirla in un anno?!
tranquillo… la Lega darà una “botta” definitiva alle infrastrutture del sud!
….certo gli eroi alla Mangano in qualche modo gli affari edilizi li devono fare!!!
Ecco, lo vedete che gran cosa ha fatto Veltroni? ha iniziato a spianare le ideologie e ci permette a tutti di discutere serenamente.
Sul ponte sullo Stretto però rilancio: facciamo gli studi, ma non è possibile che ci vogliano 3 o 4 ore per fare un paio di km.
Rivediamo i costi del ponte sullo stretto, facciamoci qualche disucssione in più, ma chi conosce quei posti sa quanto è importante che il sud abbia bisogno di essere “interconnesso”.
PS: Cachorro, il concetto di grandi opere non è possibile “abolirlo”. Altrove non serve parlarne perché cose dle genre le hanno fatte 40 anni fa. Da noi invece mancano ancora le cose fondamentali. Non è possibile che io per andare a trovare i parenti debba farmi la Salerno-REggio su un paio di corsie piene zeepe di camion.
5 anni fa a Pasqua, ci vollero 12 ore di viaggio Roma-Lagonegro.. chi sta al nord secondo me non ha molta dimestichezza con la mancanza di infrastrutture del centro sud.
Qui e al sud siamo pieni di stradine iniziate e mai completate. Ponti sospesi nel vuoto. Ed altre meraviglie.
Un governo decente dovrebbe quantomeno riprendere quei progetti in mano, chiamare l’esercito e farli completare a chi ha vinto l’appalto a suon di calci in culo e a spese dei politici che magari ci si mangiavano i soldi sopra.
Grazie per il link, Grigio… il problema delle grandi opere è che alla fine finisce che il dibattito è tra ambientalisti militanti da una parte, Repubblicani (nel senso USA del termine) da operetta (tipo cappello da texani e “Bisogna spianare le Alpi per il progresso!”) dall’altra, con in mezzo centro-sinistrorsi assolutamente inermi… e invece bisogna discutere, appunto, di costi-benefici…
A me pare che proprio il concetto di “grandi opere” sia antiquato, legato tra l’altro proprio a quella visione socialista-statalista che il cdx dovrebbe aborrire.
Le spiagge si affittano da anni e anni… quella di Tremonti era l’ultima!
“la lega non è ideologizzata”? Quando la Romania sovrattasserà, in qualche modo, tutte le imprese italiane che si sono trasferite sul loro territorio come ritorsione alle chiusure di Maroni ai cittadini romeni… vedremo se la loro ideologia cercando di risolvere problemi a molti creerà problemi ad altri… e poi sarà colpa dell’europa e assisteremo all’ennesino “non ce lo fanno fare”!