UDC… che volemo fa?

Pubblicato: 21 April 2008, 9:29 am Add comments

CasiniMentre il PDL può giustamente brindare ai suoi numerosi successi, frutto dei 5 anni del precedente governo Berlusconi (che non avrà fatto tutto, ma molto sì) e mentre il PD c’ha da “concretizzare” il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto di Veltroni, nel nuovo Parlamento c’è un partito che non sa più dove andare a sbattere.
Il centro è stata la sua ancora di salvezza nello tsunami politico delle ultime elezioni, ma rischia però di trasformarsi nella classica isoletta in mezzo all’oceano pronta ad essere inghiottita dalle acque alla prima burrasca.

Innanzitutto due parole sulla “vittoria” di Casini: analizzando i flussi elettorali, si capisce come l’UDC abbia perso un 3-4% a favore di Berlusconi e guadagnato un 3% a scapito di Veltroni e Fini. E’ come se si fosse verificata una mareggiata che spostando un 3% dai partiti più a sinistra della Lega ha finito per togliere e rimettere la stessa quantità di voti in tutti i partiti (tutti i partiti a sinistra della LEga sono più o meno rimasti alle percentuali del 2006 ad eccezione dei comunisti che più a sinistra di loro non avevano nessuno).
Quest’analisi, per quanto “incompleta”, permette però di dire subito una cosa: quel 3% di voti dell’UDC di Casini non gli resterà attaccato per troppo tempo: gli aennini dopo il congresso del PDL e l’abdicazione di FINI, rientreranno nel PDL. Idem con patate per i margheritini.
A chi immagina scenari diversi, ricordiamo che l’UDC nei futuri 5 anni sarà praticamente ininfluente: se Berlusconi avrà bisogno di qualcosa chiamerà direttamente Letta, che chiamerà direttamente Bettini che chiamerà direttamente Veltroni :grin:
E no è da escludere una legge elettorale che con la scusa di uniformare il voto al Senato e alla Camera, innalzi la percentuale di sbarramento di quest’ultima all’8%… non è scontato, ma non si può mai dire. Sia Veltroni che Berlusconi sono troppo interessati a che questo accada.
L’unica vera possibilità di Casini è continuare a partecipare a Ballarò o fare figli per finire sui settimanali di gossip vantando la sua esperienza di papà che chiede quozienti familiari per sé e per gli altri.

Ed è per questo che l’UDC deve decidersi il prima possibile ad uscire dall’impasse in cui il cinquantenne brizzolato dalla nascita l’ha cacciata.
Anche se i giornali non ne hanno parlato perché faceva comodo dare l’idea di un’UDC forte che togliesse voti a Berlusconi e Fini, prima delle elezioni ci sono stati terremoti udccini in tutte le regioni: moltissimi esponenti sono confluiti nelle fila del PDL, soprattutto in Piemonte e Sicilia.
L’UDC ha “tenuto”, ma solo grazie al voto di protesta.
Voto di protesta che difficilmente si ripeterà.
Quelli che restano devono sbrigarsi a scegliere se allearsi con il PD o con il PDL.
Altrimenti pure quel 2-3% di elettorato “fedele” prartirà presto per altri lidi.
La nostra speranza è che l’UDC confluisca il prima possibile nel PD: dal ‘94 al 2008 abbiamo assistito allo scontro Peppone-Don Camillo. Adesso sarebbe altrettanto interessante vedere una competizione suor Germana-Don Camillo…
Ma pare che gli udiccini romani, tutt’altro che stupidi quanto il loro capoccia bolognese, non ne vogliano sentir parlare…
Del resto un partito che non sa dove schierarsi nemmeno per l’elezione di un sindaco è cosa molto grave. Senza contare le decine di posti dove l’UDC sta in questo momento governando con maggioranza PDL.

Altri post da leggere:
- «Viaggi in elicottero e terreni»: cco le accuse a Pecoraro Scanio (Corriere)
- Il governo federalista (Calimero)

Speciale: crollo del comunismo italiano (se avete link o post segnalatemeli)
- Rifondazione, vince la linea Ferrero: nel partito cambia la maggioranza (Repubblica)

Speciale viaggio del Papa (se avete link o post segnalatemeli) - Benedetto XVI prega a Ground Zero. Poi allo stadio: «Opponetevi all’aborto» (Corriere)

PS: ricordo a tutti che in attesa della disattivazione della linea da parte di TELE2 e la successiva riattivazione da parte di Telecom… se mi vedete scomparire per un po’, sarà per questo motivo!

Photo credit: Il Giulivo

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11 Responses to “UDC… che volemo fa?”

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    kagliostro Says:
    11

    E Giancà, stavolta mi sa che ti sbagli.
    Innanzitutto al parlamento europeo sono destinati al massimo 60-70 deputti italiani. Un 5% preso alle europee equivarrebbe a 3 o 4 deputati.
    Qui in Italia tanto per fare un esempio, alle politiche del 2006 erano stati eletti in 138.
    Eppoi anche in Europa la sinistra si sta dividendo in riformisti e socialdemocratici.
    Alla fine in Europa (dove i comunisti già contano pochissimo) sarebbero solo di contorno.

    Senza contare che qui in Italia, la vera forza di UDC, Di Pietro, MAstella e comunisti era nei loro veti: mettevano un veto e per toglierlo facevano assumere un migliaio tra amici e parenti.
    Campavano su una politica clientelare spinta.
    Adesso non potranno più farlo e non distribuire più posti per 5 anni sarà durissima.

    Altra considerazione: in futuro il parlamento e il senato passeranno da 1100 eletti a 600/700… ti pare che il PD e il PDL non faranno di tutto per emarginalizzare ancora di più le forze come i comunisti?
    Soprattutto il PD ha bisogno di non avere nemici a sinistra.
    E qui viene l’importanza dell’alleanza con l’UDC. Se il PD si alleasse con l’UDC, dovrebbe rinunciare A VITA ai comunisti: i quali avrebbero come unico obiettivo solo l’opposizione ETERNA. E il popolo non vota per quelli che già sa che perderanno.

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