La strategia delle 3 punte con 1 anno di ritardo

Pubblicato: 29 November 2007, 9:16 am Add comments

Berlusconi legge UnitàUPDATE: post di Calimero sul “Cartello delle Libertà
Ora capisco quello che provano quelli di sinistra quando vedono i loro leader litigare. Però li capisco un po’ meno quando li vanno a votare. Io dopo 1 settimana di litigi tra Fini e Berlusconi già non li reggo più. Sarà che sono “sensibile”, ma vederli tirarsi tutti quei cazzottoni è impressionante.
Ad es. avrei fatto a meno di vedere Casini l’altra sera a Otto e Mezzo: c’era da strangolarlo. Epperò il suo discorso non era sbagliato in linea di massima: l’UDC è effettivamente l’unica formazione che può pensare di spostare l’ala riformista del PD nel centrodestra. Dunque Casini va tenuto in vita come “utile idiota”.
E Fini ieri sera? anche il popolo di AN non è completamente assimilabile a quello di FI. Esiste, ed è innegabile, uno zoccolo duro di aennini per i quali il passaggio sotto le insegne di PPL o PDL o come diavolo si chiamerà, sarebbe un trauma.
Dunque Casini e Fini guardano fuori dai loro partiti, ma soprattutto alzano barriere identitarie per lo spauracchio dell’arrivo di Silvio I.

Benissimo!
Ma perché non l’hanno fatto prima?
Mai come in questi giorni Roma è piena di cartelli di AN: pubblicità vechio stile dove tornano i cavalli di battaglia della “destra” come la intende uno che vota AN e tifa Lazio. Sicurezza, legalità etc etc.
Parole di “centro” non ce ne sono.
Sarà dovuto all’incazzatura con Berlusconi, sarà per le sortite della “Destra” di Storace, sarà quello che sarà, pare che AN voglia recuperare i 10 anni persi ad inseguire l’elettorato berlusconiano con proposte moderate ed alleati centristi.
Bene, finalmente AN ritrova un’identità e fa politica.
Ed anche l’UDC si muove potendo addirittura rivendicare il primato di essere stata la prima e la più coraggiosa a smarcarsi da Berlusconi. Auspicabile il suo puntare all’elettorato moderato di csx anche se è tutta da ridere l’alleanza con MAstella, Di Pietro, Dini e compagnia.

Se dovessi dire chi è più in ribasso in questo momento è proprio Berlusconi: FI si scioglie, poi non si scioglie più, la soglia di sbarramento prima deve essere alta, poi deve essere bassa, prima c’è il tedesco, poi va bene pure lo spagnolo…
Un ballo di San Vito che fa apparire Berlusconi più come un re tentenna che come un leader di un partito che aspira al 35-40%.
Del resto la speranza è che sia già tutto concordato con Veltroni per tirarla il più possibile e andare al referendum sparigliando le carte.

Di certo rispetto al giorno prima di San Babila, le cose per Silvio si sono strasemplificate: andando a vedere i vari scenari a lui ne andrebbe bene uno qualsiasi, addirittura anche uno con Veltroni e Casini alleati (che farebbero decisamente meno danni di Prodi&Co).
A chi va un po’ meno bene è alla sinistra radicale che volente o nolente ormai è solo un peso per Veltroni se non addirittura un motivo di sconfitta.
In ogni caso aspettiamo domani e sentiamo che si diranno Veltroni e il Cav.

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14 Responses to “La strategia delle 3 punte con 1 anno di ritardo”

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  1. Gravatar
    kagliostro Says:
    14

    Beh ma Silvio è Silvio, mica pizza e fichi (peraltro buonissima)!
    :arrow: :arrow: :arrow:

  2. Gravatar
    Lontana Says:
    13

    Bella quella del ” qui lo si ama a prescindere”!!!!!!!!!!!! :lol: :lol: :lol:
    Pure da me…. :grin:

  3. Gravatar
    kagliostro Says:
    12

    Ciao Lontyyyyyyyyyy!!!
    Ah, beh, e che lo dici a me di aver fede nel Cav?
    Qui lo si ama a prescindere :grin: :grin:
    Fini sono sicuro che si dovrà adeguare (altrimenti come farebbe a candidarsi a sindaco di Roma?).
    Casini non so… bisogna vedere come va a finire ’sta storia della nuova DC… :?: :?:

  4. Gravatar
    Lontana Says:
    11

    Rieccomi!!!
    :arrow:
    Volevo dire che non bisogna dare retta ai giornali che lo fanno apposta a far apparire Berlusconi come il re tentenna. Lui non tentenna per niente! Ha fatto bene i suoi calcoli: piuttosto che marcire nelle acque stagnanti ha giocato il tutto per tutto e lanciato una proposta audace che é anche molto sensata.
    In ogn caso la gente lo segue e Fini+ Casini si dovranno adeguare.
    (Ma la barretta per scrivere non si vede…mah! :?: )

    Quindi abbiate fede, che senno’ ci ritroviamo con gli stessi politicanti di trent’anni fa…
    Ciaoooooooooooooo!!!!! :grin:

  5. Gravatar
    kagliostro Says:
    10

    Lucià, non lo dire a Fabrizio però!
    :cann: :cann:

  6. Gravatar
    lm Says:
    9

    Ma Prodi non ci arriva al 2011, la situazione gli si è troppo deteriorata.

    Anzi, lui vuole facilitare il dialogo tra Uolter e Silvio.

  7. Gravatar
    kagliostro Says:
    8

    Fabrizio ha ragione solo se Prodi arriva nel 2011.
    Già l’anno scorso gli avevo creduto con la storia dello scudetto alla Roma e siamo arrivati 22 punti sotto (dicasi 22).
    Da qui al 2011 vedremo se l’avrà imbroccata davvero o pure Prodi finirà 22 mesi prima :grin: :grin:

  8. Gravatar
    Giancarlo Says:
    7

    Kagliostro: come diceva un celebre allenatore straniero “partita finita quando arbitro fischia fine”.
    Se si sta alle parole in libertà il governo Prodi non sarebbe neanche dovuto nascere. Cadrà quando non avrà la fiducia in parlamento. Dini il sistema per togliere la spina ce l’ha, ma non l’ha usato. Può darsi che lo usi domanimattina ma per il momento ha ragione Fabrizio: il governo è in carica.

  9. Gravatar
    kagliostro Says:
    6

    @Fabrì: non mi pare che tu abbia vinto.
    Dini è uscito dalla maggioranza insieme ad altri 5 senatori.
    Diliberto dichiara mani libere e Giordano non ne può veramente più.
    Solo Prodi ancora non si è accorto che la maggioranza non c’è più (anche se dalle parti di REpubblica oggi gliel’hanno ricordato).

    La scommessa tu la vincerai quando Prodi arriverà sano e salvo al 2001, cosa che non avverrà mai almeno finché non cambierete per LEGGE il 2008 in 2011. :grin: :grin:

  10. Gravatar
    kagliostro Says:
    5

    Giancà per un attimo ieri l’ho temuto pure io. Epperò è un periodo fluido, ci sono cambiamenti di qua e di là.
    bAsta una giornata come ieri a Roma (tassisti impazziti) per rimettere in sesto un partito.
    Ha scritto bene il Foglio: Veltroni e Berlusconi in questo momento stanno giocando col fuoco, ma hanno tutte le carte in tavolo per vincere TUTTA la posta.
    Purtroppo bisognerà attendere ancora un paio di mesi.

    Certo però che quella proposta di quorum basso al 4% e il dietrofront su FI che non si scioglie più (senza parlare di Storace e compagnia) mi stavano diventando indigesti.
    In realtà pare che FI non possa essere sciolta per bassissimi motivi di contributi elettorali che devono ancora essere ritirati.

    Certo però che Berlusconi in questo momento sta improvvisando un po’ troppo e rischia di scottarsi.
    Certo però che tutti i partiti stanno sparando cannonate e rischiano di dirottare l’elettorato sui due partiti maggiori.

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