Ma non chiamatelo fascismo…

Pubblicato: 5 November 2007, 10:11 am Add comments

zingariAlcuni anni fa fui ospite a Parma da una mia cara amica e rimasi letteralmente stupito da quella cittadina. Non c’era una scritta sui muri, massima pulizia, massimo ordine, negozi aperti alle 8:00:000 sincronizzati con l’orologio di Berlino. Addirittura si poteva camminare sui marciapiedi senza saltellare tra gli escrementi delle simpatiche bestiole tanto amiche dell’uomo.
E davanti alle scuole elementari c’era un nonnetto “volontario” a dirigere il traffico con tanto di pettorina autorizzata dal comune. A Roma una cosa del genere farebbe scattare l’allarme pedofilia.
La domanda scontata rivolta alla mia amica è perché mai lei continuasse a tornare a Roma il sabato e la domenica a trovare la mamma ed il papà: io non mi sarei mai allontanato da quella specie di Montecarlo a costo di farmi adottare da altri genitori :grin:
Nello stesso periodo di quella visita, mi capitò di andare ad Ostia: rimasi scioccato dalle condizioni in cui versava il centro cittadino. Cioé, non il “centro” in quanto luogo pubblico, ma il fatto che sotto i palazzi “privati”, appoggiati alle colonne, ci fossero una quantità infinita di poveracci ubriachi (forse pure drogati) e ragazzi che non parevano usciti da Oxford.
La domanda scontata (rimasta in gola per non offendere il tizio che andavo a trovare) fu come fosse possibile per una famiglia normale, con un reddito nemmeno troppo inferiore a quello della situazione precedente, vivere lì.

Nessuno mette in dubbio che in una città esistano zone più degredate, di solito in periferia, ed altre meno. Quello che invece fa orrore è quando anche in quartieri “medi” si è costretti a convivere con spacciatori, ubriaconi e compagnia.
Non dico gli zingari perché la “comunità rom” qui a Roma c’è sempre stata: è un rapporto lungo e controverso. Però mai drammatico come quello che oggi si verifica con i nuovi arrivi dalla Romania.
Un conto i piccoli furti ed i campi rom aperti a ridosso di quartieri che pian piano si sono allargati. Ben altro la violenza di questi anni.
E parlo di “anni” perché il vero problema non è stata l’apertura delle frontiere romene: qui a Roma il degrado è iniziato anni e anni fa con le masse di esiliati dall’Albania venuti a rinforzare le fila della malavita romana.
Albanesi utilizzati per fare “lavori sporchi”, ma soprattutto “violenti”, di una violenza impensabile per la criminalità romana e proprio per questo reclutati.
Del resto anche nelle fila della mafia c’è bisogno di manovalanza.
La differenza sostanziale era, però, sia nella quantità, sia nel fatto che molti venivano incasellati nella mafia locale e non mandati allo sbando.
Insomma subivi il furto, magari ti svaligiavano casa, però catalogavi il tutto come “fatto eccezionale che capita una volta ogni 2 anni”.

Oggi le cose sono cambiate: il numero di romeni è talmente alto che è utopistico parlare di “trovargli un lavoro” o una sistemazione in un campo.
Così i vertici del comune li abbandonano a loro stessi e questi dove trovano un argine del Tevere libero, o un ponte (a Roma ce ne sono a decine), subito scatta l’accampamento coatto. Finché non rubano una bel furgoncino ed iniziano a girare la città alla ricerca di luoghi dove effettuare colpi riposandosi il pomeriggio nei mini-parchi creati da Veltroni in ogni quartiere.
Una situazione che non accenna a cambiare.

Se andiamo indietro nel tempo i fenomeni di immigrazioni ci son sempre stati: decenni fa arrivarono i polacchi. Però tanto tanto se ne stavano al loro semaforo preferito a chiedere l’elemosina lavando i vetri delle macchine.
Poi le filippine che diventarono ottime badanti e donne di servizio.
Infine Cile e Perù e Cina contribuirono ad una Roma multiculturale.
Però le comunità di questi stranieri si organizzavano fungendo da “agenzie di collocamento”: in pratica realizzavano una sorta di Bossi-Fini cercando prima un lavoro per i loro connazionali (i più fortunati erano i polacchi grazie ai semafori che a Roma si trovano pure dentro ai parcheggi) eppoi facendoli arrivare in Italia.
Chiaramente ne arrivava qualcuno in più, chiaramente qualcuno penzolava qui e lì, chiaramente i soldi erano pochi e l’episodio di violenza ci poteva pure stare.
Però era diverso.

Aggiungo una piccola postilla: qui a Roma c’è un quartiere che per me è meraviglioso e si chiama EUR. Questo quartiere -bellissimi palazzi, strade larghe, parcheggio infinito, aria quasi pulita- la notte si trasforma in un puttanaio. Da alcuni anni già dalle 4 del pomeriggio trovi la fila di mignotte sotto casa. Case da ricchi. Non si è mai fatto niente perché pare non ci sia soluzione (almeno finché Cofferati non diventerà sindaco di Roma).
I romani passano metà del tempo ad invidiare i proprietari degli splendidi attici dell’EUR e l’altra metà a compatirli per la situazione. L’EUR è il simbolo di come ricchezza e degrado possano essere separati solo da un portone.

Fino a qualche anno fa almeno.
Perché quando ti arrivano decine di migliaia di disperati, questi non si andranno a piazzare all’Eur, ma in tutte le parti ancora libere della città riproducendo le stesse condizioni che mi capitò di vedere ad Ostia. Degrado che non è fatto da mignotte, bensì da poveracci ubriachi e violenti che non hanno nulla da perdere e a cui 50 euro sembrano un tesoro.

Ora torniamo al titolo: in alcuni quartieri più periferici di Roma, questa situazione è già in atto. Alcune settimane fa al Trullo, un gruppo di persone è andata a farsi giustizia solitaria dentro un bar frequentato da romeni.
L’altro giorno un episodio identico di intolleranza ha subito allarmato i benpensanti parlando di fascismo.
Io non discuto che quella “squadraccia” debba essere presa e messa ad un muro il prima possibile. Però se in alcuni quartieri, gruppi di cittadini si iniziano ad organizzare con i bastoni e non con i rosari, stanchi di trovarsi ubriachi e drogati sotto il portone di casa che attentano all’incolumità del nucleo familiare, io quello non lo chiamo fascismo.
Io quella la chiamo resistenza.
Fanno male?
Ma se quando chiami la polizia quelli spariscono per tornare il giorno dopo, se anche la polizia è impotente, allora che cacchio di soluzioni restano?

PS: potete cambiare lo sfondo del blog, cliccando il + in alto a sinistra nell’header (e aspettando che si carichi l’immagine). Purtroppo su Firefox non funziona più la rotellina per scorrere la pagina quando si è sopra lo sfondo: come trovo una soluzione sistemo pure ’sta cosa.

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10 Responses to “Ma non chiamatelo fascismo…”

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  1. Gravatar
    Cachorro Quente Says:
    1

    La domanda immediata è: la situazione di Parma era così rosea grazie alle ronde di cittadini?
    Al di là dal discorso sulla legalità e sulla moralità delle “ronde”, più stringente questo dubbio: sono efficaci? O piuttosto, controproducenti?

  2. Gravatar
    kagliostro Says:
    2

    Mmmhhhh, dunque, la domanda ci potrebbe pure stare.
    Quando si trasferì, nel ‘96, mi parlava spesso di come lì la Lega fosse vicino al 50% se non di più. Erano tutti leghisti compresi i professori che la cazziavano subito come “romana”.
    Mo’ che facessero le ronde però non lo so.
    Di certo molto di quella “perfezione” dipendeva dalla mentalità del nord dove pigliano sempre tutto sul serio.
    Certo è che se trovano un barbone per strada stai tranquillo che per loro è un “problema” ed i “problemi” loro li risolvono.
    A Roma si prende tempo per chiamare il sindacalista di turno e a Napoli… vabbé…

    Certo è che nel 2000 i romeni stavano ancora in Romania.
    Del resto se ci pensi le ronde sono la “soluzione del problema”. Uno del nord dice:
    1) di notte girano ladri albanesi e romeni
    2) chiamo la polizia per vigilare
    3) la polizia mi dice che non può vigilare
    4) SOLUZIONE: allora vigilo da me
    5) pronto, Roma? mi date la possibilità di vigilare?
    6) attenda in linea… tu tu tu tu

    In realtà credo che oggi pure al nord non riuscirebbero a gestire un problema del genere. PErò al nord c’è gente come Cofferati che la battaglia per la pulizia la fa da anni. Al centro c’è Veltroni che non fa veramente, ma veramente, ma veramente una MAZZA che è una!
    Tu dirai che alla fine il problema c’è ancora anche a Bologna, ma “psicologicamente” lì sono avanti 3 anni ed ora basta una firmetta su un foglio per autorizzare le ruspe. Viceversa qui sempre di stare nel far west.

    PS: ovviamente la colpa non è solo dei sindaci. E’ la POLITICA, inclusa quella del CDX, che è ingolfata. Una roba come quella dell’immigrazione richiederebbe INTERVENTI POTENTI, FORTI E DURI. Ma la politica non riesce che a partorire topolini-ini-ini.
    Non serve Sarkozy, a noi serve direttamente BUSH!

    PS2: cmq il parallelo Parma-Padova-Roma l’avevo messo più per coinvolgere tutti quelli che oggi vivono bene e far capire che nessuno oggi è al sicuro. Parallelo che poi è venuto meglio con l’EUR.

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    Cachorro Quente Says:
    3

    A me pare che le ronde possano solo peggiorare la situazione. Cioè, se non mi sento sicuro a uscire la sera, figuriamoci che effetto mi fa che girino dei leghisti con i bastoni (e fino a che sono solo bastoni anche bene…). E soprattutto, sai quanto frega a uno che magari è nato in un orfanotrofio di Caesescu ed è vissuto nelle fogne di Bucarest se un cinquantenne panzone vuole giocare a fare Charles Bronson.

    Poi bisogna anche vedere cosa si intende per “fare qualcosa”, visto che fino a prova contraria siamo in uno stato di diritto. Mettiamo che io non mi senta sicuro ad uscire di casa se nel portico davanti a casa mia stazionano degli immigrati che passano la notte a bere birrette e fumare cicchini. Che faccio, li arresto perchè non mi sento sicuro? Che poi magari se sono io a bere una birra per strada e mi arrestano grido alla polizia fascista (o comunista, come preferisci). E un barbone? In base a quale legge lo mando via? Reato di puzza?
    A me pare che Cofferati sia tutto chiacchere e distintivo. Bologna era una città degradata e pericolosa quando è stato eletto, e non mi risulta che la situazione sia cambiata significativamente (ci si è trasferita mia sorella da poco).

    Comunque te lo raccomando il nord, eh. Proprio ci andrei a vivere a Vicenza o a Treviso… lascia stare che sono appena contento di stare a Trieste (ci chiamano “i terroni del nord”) credo che ad avere a che fare con il veneto leghista medio incanutirei precocemente. Goditela Roma, Veltroni o non Veltroni…

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    Giancarlo Says:
    4

    Si comincia con l’invocare le ronde e finisce sempre matematicamente che qualche testa di cazzo incendia un negozio. Lo so che lo stato è assente, lo so che dire che non esistono scorciatoie e l’ordine lo devono garantire le forze dell’ordine oggi appare perlomeno ingenuo, ma credimi non esiste altra strada.
    Io abito in terra leghista e stai tranquillo che la gente normale a fare le ronde non ci pensa proprio, sono gli esagitati che vogliono menare le mani che si eccitano per la caccia al rumeno (oggi, ieri avrebbero volentieri fatto la caccia al terrone). Poi hai voglia di spiegare a un decerebrato che deve distinguere tra rumeno delinquente e rumeno onesto lavoratore. Queste cose scappano sempre di mano.

  5. Gravatar
    kagliostro Says:
    5

    “Nin so”. Nel senso che tu ti concentri sulla “ronda” come la fanno i leghisti.
    A me al posto della ronda va bene pure la telecamera controllata gratuitamente da leghisti in una sala controllo.
    Anzi la trovo pure più moderna, funzionale, sicura e con la registrazione del video anche meno soggetta alle cazzate.

    Che poi la “ronda” altro non è che un deterrente, mica un metodo per far sfogare i leghisti.
    Trovami un deterrente simile e a me va bene lo stesso.
    In Inghilterra vorrebbero installare le telecamerine di cui sopra. Ottimo!

    L’idea è che se sai che la polizia ti può beccare (e se sai che c’è la certezza della pena), prima di fare cazzate (che possono portarti in galera o all’espulsione dal paese) ci pensi due volte.

    L’esempio di te che bevi birra però è fuoriluogo per un motivo semplicissimo: quello che beve birra non è colpevole finché l’ubriachezza non gli fa compiere qualche reato.
    Un romeno si può ubriacare un migliaio di volte basta che poi non rompe il cazzo.
    Se rompe il cazzo la prima volta, o ruba, o fa altro che non deve fare, con la telecamerina lo becchi al volo.

    La ronda leghista altro non è che una telecamerina mobile con annesso giudice ed esecutore della pena :grin: :grin:
    Meglio la telecamerina? mettiamo la telecamerina.
    Però non si può lasciare che continui a passare il concetto per cui si può commettere qualsiasi reato che tanto poi nessuno paga.
    Altrimenti la gente finisce per farsi giustizia da sé.

    Per quanto riguarda Cofferati, io non ho detto che “praticamente” ha fatto qualcosa.
    Ma psicologicamente sì: un cittadino bolognese oggi sa di aver eletto un sindaco “sceriffo” a cui è stato proibito di lavorare, ma che ora PUO’ sgranchirsi le manine!
    Un cittadino di Roma sa che in questi anni è stato il suo sindaco a fregarsene e questa situazione lo mette in una condizione di PAURA.

  6. Gravatar
    kagliostro Says:
    6

    Ciao Giancà!
    Guarda, come scritto a Cachorro, il problema non è la ronda.
    A me non frega niente di regalare il punch-ball ai leghisti. Mi frega di camminare sicuro per strada senza rotture di palle.

    Troviamo una soluzione alternativa alla ronda? Telecamera ad alta definizione.
    Una sera il soggetto A rompe il cazzo al soggetto B?
    La mattina il soggetto B va al commissariato, denuncia il soggetto A che può essere rintracciato e punito da un organo di polizia autorizzato.

    Però quanto ci scommettiamo che una sorveglianza del territorio solleverebbe le solite lamentele sulla privacy?

  7. Gravatar
    Giancarlo Says:
    7

    Non so da voi a Roma, qui a Bergamo il centro è abbondantemente coperto da telecamere, il problema sono le periferie: hai voglia di mettere una telecamera per ogni 100 metri di strada. Riguardo a Parma (ma credo potrebbe essere lo stesso per ogni città d’Italia) ti racconto una mia esperienza personale.
    Ogni tanto mi capita di andare a Parma per lavoro, di solito ci vado in auto al mattino e torno a casa la sera.
    Anche io ho avuto la tua impressione, una città ben tenuta e tranquilla. Un paio di anni fa mi sono fermato per 3 notti in albergo, vicino al teatro regio, non esattamente in periferia. La sera, dopo il lavoro uscivo per cercarmi un ristorante dove mangiare e in giro per le strade incontravo solo extracomunitari, di italiani neanche l’ombra. Non si trattava di delinquenti (a me perlomeno non hanno fatto nulla), ma sono rimasto sconcertato di come la città cambiava pelle con la fine della giornata.

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    kagliostro Says:
    8

    A Roma di telecamere ci sono solo quelle dei privati.
    Però mi preme far notare che mettere le telecamere al centro della città è decisamente inutile, perché credo che al centro ci sia sempre un certo movimento che impedisce le cazzate più grosse.
    Questo se parliamo di “delitti su persone”.
    Se invece parliamo di reati contro il patrimonio artistico allora Roma bisognerebbe seppellirla di telecamere prima al centro e poi in periferia.

    Cmq anche se parziale, la copertura con telecamerine mi sembra un ottimo inizio. Specialmente se adeguatamente pubblicizzata.
    C’è un problema di soldi: però se andassimo a vedere quanto costerebbe un vigile di quartiere, con gli stessi soldi ci si paga la copertura di vie e viuzze (sempre che non si comprino telecamerine a prezzi da urlo).

  9. Gravatar
    lm Says:
    9

    portiamo la mummia di Lenin a roma e la mettiamo sotto le telecamerine, così vediamo i coglioni che la vanno a venerare

  10. Gravatar
    kagliostro Says:
    10

    UAUAUAUAUAUAUA
    Certo che Diliberto è proprio PATETICO!
    Io non so come sia possibile che non si renda conto di essere così COGLIONE!
    :cann: :cann: :cann:

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