Ieri sono uscite tre interviste a persone, appartenenti a diverse aree del centrosinistra, che spiegano meglio di 1000 discorsi come uno dei grossi problemi del futuro PD sia la base del partito, tremendamente arretrata rispetto alle tematiche politiche del 2007 (pure a quelle del 1989 se per questo, ma tant’è…).
Partiamo con la prima intervista di Chiara Beria di Argentine per “La Stampa” a Milly Moratti : da tempo ormai si vocifera che i Moratti, magnati del petrolio, abbiano intenzione di comprare l’Unità per farne doveroso omaggio al futuro leader del PD Walter Veltroni. Cosicché ieri la Stampa ha intervistato la Milly a riguardo il fututo del PD. E questa se n’è uscita un’altra volta con l’abbattimento del dogma dell’incompatibilità fra ricchezza e sinistra. E qualcosina in più.
Innanzitutto c’è da notare come in un’intervista composta di un paio di domande riesca a dire tutto e il contrario di tutto in appena due domande ravvicinate. Infatti prima propone di finirla con l’incompatibilità fra sinistra e ricchezza eppoi dice che nessuno a sinistra le ha mai fatto problemi per i suoi soldi (e allora cosa c’è da sdoganare? mah).
Però la cosa che più salta agli occhi è il suo concetto di ricchezza:
«Veltroni ha ragione: per la sinistra la ricchezza non deve più essere un nemico. I ricchi - quelli veri, non quelli spuntati dal nulla - sono assolutamente necessari.
La ricchezza si tramanda. I ricchi spuntati dal nulla sono feccia. Ed i poveri hanno assolutamente bisogno dei ricchi come suo marito che faranno di tutto per migliorare le loro condizioni (infatti nei paesi arabi dove suo marito fa ricchissimi affari, si vedono i risultati di queste pressioni).
Insomma tutto e il contrario di tutto. Con i più la cretinata finale che Berlusconi è in politica per i suoi interessi, mentre suo marito finanzierà Veltroni per filantropia.
Vabbé…
Un altro che ha dei seri problemi a capire cos’è il comunismo è uno di quei comici che spopolano su tutte le reti: Raidue, Raitre, Italiauno: Bertolino.
Bertolino è un comico che talvolta fa anche ridere. Ma la sua caratteristica è quella pacatezza british che sprigiona dal suo palloverino celeste di cachemire quando fa le battute. Non c’è da fidarsi da uno così. O è un assassino o è uno stronzo.
Bertolino pare non abbia mai ammazzato nessuno…
L’intervista di Bertolino potrebbe pure passare in cavalleria se non fosse per una frase che da un pulloverino di cachemire che sta rimproverando la moglie di un altro pulloverino di cachemire (cioé Lella Bertinotti ndK) non ti aspetteresti mai:
Una bella botta! Ma è fisiologico della sinistra farsi così male?
«Quando la destra ha iniziato a dipingere un comunismo cattivo, i primi a discostarsi sono stati proprio i comunisti. Tranne qualche folcloristica apparizione di Diliberto o quando arriva Fanny Ardant che dice che le piaceva Curcio. Sono come dei boomerang. Tornano indietro, non sai quando e da dove, ma quando colpiscono fanno sempre male».
Ecco, queste sono le cose che più dovrebbero far incazzare non i Bondi o i BErlusconi, ma proprio i Veltroni.
Non è la destra che ha dipinto il comunismo cattivo. E’ il comunismo che è cattivo, ma soprattutto una teoria del cazzo.
Finiamo la carrellata passando al centro-centro-sinistra con un’intervista più “leggera”, ma altrettanto “simpatica”.
Che un’offensiva baudiana stesse per travolgerci era nell’aria: domenica su Corserva e Repubblica online campeggiavano le parole di Baudo contro l’allenatore Baldini.
Lunedì sera Baudo al processo di Biscardi a spiegare come dovrebbe essere il calcio (e lo spiega da Biscardi?).
Ieri intervista di BAudo sul PD per spiegare ai dirigenti di DS e MArgherita, ma soprattutto a Veltroni come dovrebbe essere il PD.
Dei tre, indubbiamente quella di Baudo è la meno interessante: cose scontate, appoggio a Veltroni, etc etc.
In risalto solo due cose: innanzitutto il concetto di rivoluzione e di grandi masse popolari che si debbono muovere per fare la rivoluzione partendo da una grande affluenza alle primarie.
E qui viene il bello: Baudo avrebbe preferito più candidati e più scelta?
Macché: dice che sono troppi. Però almeno si rifa spiegando che la democrazia è anche questo (anche se non ne appare del tutto convinto).
Da ridere.
Insomma come si vede, il problema principale del PD è quello di cui si parlava ieri: come si fa ad abbandonare la parola “socialismo”, quando ancora non si è capito nulla della tragedia comunista del ventesimo secolo? E come si fa a chiamare un partito “democratico” quando i suoi elettori chiedono meno democrazia? Problemi che qualcuno a sinistra dovrebbe prima o poi iniziare ad affrontare. Oppure le gerarchie del partito inizino seriamente a pensare ad interviste “pre-compilate” da distribuire a tutti gli elettori “famosi”.
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12 Responses to “Interviste sinistre”
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Paraculooooooooo, ti salvi in corner!
Vabbé diciamo che hai ragione anche se la Moratti è cogliona a prescindere dalla ricchezza.
TRa l’altro è pure brutta: ma con tutti i soldi che Moratti ha, non poteva sposarsi una un po’ più figa?
Il Berlusca è potente? Ricco si ma potente non direi visto che gli tirano anche i cavalletti ed agitano la piazza ad ogmi suo starnuto
In ogni caso lui c’è abituato.
La Moratti invece ha ricevuto il potere su un vassoio d’argento senza rendersene conto, e questo l’ha fatta rimbambire alla grande