Volete una prova di quanto la rete sia potente? alcuni giorni fa Endgadget ha pubblicato un post in cui affermava di aver avuto informazioni sicure che la nuova versione del MAC OS X della APPLE arriverà in ritardo rispetto ai tempi prestabiliti.
Apriti cielo: dopo appena 10 minuti dalla pubblicazione della notizia, i titoli APPLE in borsa hanno perso 4 miliardi di dollari.
Una vagonata di soldi.
Tanto che la Apple è dovuta subito correre ai ripari emettendo un comunicato stampa in cui dichiarava la totale infondatezza della notizia. E a distanza di un giorno è arrivata la contro-replica anche di Endgadget.
La cosa ancora più sconvolgente è che, per chi segue i blog che trattano di tecnologia (chincaglieria tecnologia più che altro), la notizia del ritardo del Mac OS X è tutto fuorché una notizia: sono mesi e mesi che si rincorrono le voci di un ritardo del nuovo OS della casa di Cupertino. Una volta perché lo vogliono rendere più sicuro, un’altra volta perché vogliono una migliore integrazione con VISTA - da quando sul MAC si può far girare direttamente Windows, le vendite sono della Apple non sono mai state così alte - un’altra volta ancora perché Steve Jobs non s’è fatto il pediluvio…
Insomma ogni settimana c’è qualcuno che dice di aver saputo che il nuovo OS della APPLE uscirà con qualche mese di ritardo…
Ma allora cosa è successo questo fatidico 16 maggio?
Un abbaglio collettivo?
Oppure…
Oppure quei marpioni di Wall street hanno fatto la cosa più logica possibile: poiché in borsa non vince chi sa comprare “meglio” bensì chi sa “scambiare” meglio e poiché i giornali tradizionali attingono quotidianamente dalla rete la maggior parte delle informazioni, per un broker di Wall street, immagino che sia diventato fondamentale sapere quali sono i siti di “riferimento”.
E così se su un sito di riferimento come Endgadget viene pubblicata una notizia sul ritardo della Apple nel consgenare il suo ultimo OS, o nell’acquisizione da parte di Google di Doubleclick, si sa già che il giorno dopo i giornali riprenderanno quella notizia e milioni di persone “tradizionali” si comporteranno di conseguenza.
C’è un ritardo? le azioni calano.
C’è un’acquisizione? le azioni salgono.
I più veloci vendono a prezzo “pieno” per ricomprare pagandole la metà le stesse azioni il giorno dopo.
Dunque nulla di strano sotto il sole, tranne il fatto che la mole degli scambi dell’altro giorno è stata “impressionante”: 4 miliardi di dollari sarebbero tantissimi soldi anche per la Micorosoft, figuriamoci per la Apple
.
Si pone dunque un problema: se un giornale tradizionale pubblicasse articoli falsi, ci sarebbero procedure giuridiche per punirlo. Su internet si dovrebbero applicare le stesse regole?
Tanto più che, come detto in precedenza, ormai i giornali tradizionali attingono a man basse dalla rete.
Ed il valore di una notizia è ancora più “certificato” dal momento che il 99% delle volte è seguito dai commenti dei lettori che arricchiscono quella news con altre “verità “.
Insomma volenti o nolenti, una notizia su Endgadget ha ben altro peso rispetto al giornale cartaceo.
E a questo punto, un giornalista, oltre a potersi riparare dietro il fatto che il falso scoop è partito sulla rete, avrebbe quasi il dovere di riportarlo.
Ed arriviamo a bomba: la rete non è “punibile”.
E’ impossibile farlo ed anche il solo pensarlo (ovviamente in linea generale).
E allora come si fa?
Si fa in modo semplicissimo: non si fa.
Invece di cambiare la rete, si cambiano i giornali.
Ovvero se uno scrive cazzate dalla mattina alla sera, la sua “punizione” non è una multa o l’interdizione dalla professione.
La sua punizione gliela darà il “mercato” dove le sue notizie “false” avranno sempre meno valore.
E lo so che su internet girano falsi scoop propagandistici, ma è la stessa rete che in men che non si dica ti dà anche la possibilità di ribaltarli (ad es l’ultima bufala del documentario della BBC, propagandata su alcuni siti, bastava prendersi il documento del ‘62, leggerlo e… capirlo, per sapere che era una bufala grossa come una casa).
La vogliamo dire tutta? uno che legge Repubblica tutti i giorni, difficilmente il giorno dopo comprerà Libero per informarsi dettagliatamente. Internet risolve anche questo problema, perchè grazie al costo zero dei giornali online, ai commenti e alle altre infinità di possibilità di replica che la rete dà , è possibile replicare in un batter d’occhio. E trovare i dettagli della notizia diventa quasi un gioco di società .
A noi la storia di Endgadget è sembrata emblematica di una tendenza che c’è ormai da molti anni e che va sempre più affermandosi. Dei ritardi della Sony nella consegna della PS3 (e conseguente crollo delle azioni) si sapeva già da un anno e se addirittura le agenzie di analisi economiche passano i loro “bollettini” con le previsioni finanziarie di questa o quella compagnia anche ai siti per i videomaniaci, alla scopo di farsi pubblicità confrontando direttamente che azzecca la previsione migliore, questo non è che un bene per noi e per gli altri.
Alcune news: ho aggiornato il blog alla nuovissima versione di Wordpress (la 2.2). Ho disattivato la compressione GZIP degli articoli che secondo me era la causa di alcuni problemi segnalati da miei ottimi lettori. Fatemi sapere come va. Purtroppo il plugin delle smilies dava problemi e l’ho staccato, ma se non ho visto male, si tratta di una cosa piccolissima e nel pomeriggio lo reinstallo. Più o meno dovrebbe funzionare tutto. Però fatemi sapere se avete qualche problema (col blog e non di affari/cuori/computer).
Sempre a proposito di Apple… beh nei prossimi giorni (io spero ore) questo blog avrà un tocco “applistico” non indifferente! ;)))
STAY TUNED!!!
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6 Responses to “Se 4 miliardi di dollari vi sembran pochi…”
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conoscendoti sapevo che la possibilit
Ho risolto installando firefox
Se non fosse per la Cronologia un p
mmmmmhhh, mo’
io uso Firefox 2.0.0.3
Adesso guardo se ci sono delle update
non ci son balle. Nun va.
O cancello i cookies oppure devo aggiornare 400 volte e mica sempre funziona. Prover
Allora, ho scritto un nuovo post sull’argomento e forse ho trovato il vostro problema. Evidentemente