… che danno degli illiberali a chi non la pensa come loro.
Oggi c’è una manifestazione a Roma contro le discriminazioni verso gli omosessuali.
Niente di strano: chi sente i propri diritti violati ha diritto a scendere in piazza (come già detto 1 milione di volte, sarebbe bello se fosse una piazza lontana dal centro di Roma, questo vale anche per la CdL, ma siamo ancora lontani da una fortuna del genere).
Quello che è strano è invece il volantino dei Riformatori liberali che spiega come mai loro parteciperanno alla manifestazione. Per carità , anche loro come tutti quanti, sono liberissimi di fare quello che gli pare.
E capisco anche che chiedere loro di non scendere in piazza in occasioni come queste, sarebbe come chiedere a Casini di non rompere con la leadership di Berlusconi o ai pensionati di Fatuzzo di non partecipare alle manifestazioni sulla riforma delle pensioni.
Epperò qualche cosa di strano quel volantino ce l’ha.
Sì perché Taradash dovrebbe sapere quali sono le obiezioni principali che il centrodestra fa ai DICO o ai matrimoni gay. E sa anche che molte di quelle spiegazioni potrebbero essere di facciata o strumentalizzate da omofobici, ma sempre alla teoria liberale-libertaria dello “stato che non deve ficcarsi sotto le lenzuola” si ispirano.
L’amore per essere tale non deve aver bisogno di essere legittimato dallo stato: e questo vale per qualsiasi tipo di amore, da quello etero, quello omo e quello poligamico o addirittura fra cugini.
Il matrimonio civile fra eterosessuali ha un carattere indubbiamente diverso da tutti gli altri perché comporta aspetti che tutti gli altri non avranno mai, cioé la creazione di un nucleo famiglia, primo “embrione” della società .
Come diceva ieri Rob, non si capisce perché si vuole per forza omologare cose diverse.
E’ forse un crimine che esistano tipi di rapporti diversi?
O meglio, si capisce: la normalizzazione è un atto che alcuni ritengono “necessario” per mettere fine alla “paura” del diverso (ci sarebbe poi anche da discutere su questo punto, se uno ha diritto di aver paura oppure no, ma evitiamo di mettere altra carne al fuoco).
In tutto ciò Taradash si attarda in una chiara battuta di stampo populista:
L’eccezione italiana non siamo dunque noi Riformatori Liberali, ma chi, all’interno della Casa delle libertà , si abbarbica in nome della tradizione a una discriminazione illiberale e immotivata
Bene, ne prendiamo atto: in una manifestazione a sostegno della STATALIZZAZIONE dei rapporti di coppia gay, gli illiberali sono quelli che non l’accettano.
Mettendo da parte la sempre pessima abitudine del patentinismo libertario-liberale, sarebbe bello se qualcuno spiegasse a Taradash, che se ci fossero omofobi veri e reali, da quel dì che si sarebbero battuti contro quelle parti della Costituzione che riconoscono a tutti gli italiani senza distinzione di età , sesso e religione, gli stessi diritti. Che due o più persone di sesso diverso o identico convivano, a me non tange minimamente.
Diversamente se la cosa deve intaccare il mio portafoglio. Se uno è contrario a che i comuni evitino di spendere i soldi per le sagre di paese, invece che per le strade, vuol forse dire che è contrario al divertimento?
Io continuo a ripetere: se un bamboccio si fa beffe di una persona anziana, non è facendo girare la “vecchia” con una minigonna ed i tacchi alti che si fa sparire la maleducazione del ragazzino. La strada per combattere l’omofobia, non è di certo quella del gay che si deve omologare ad un modello. Anche perché una volta ottenuto lo “statino” che certifica il matrimonio, cosa accadrebbe a quei tanti che non lo vogliono?
Dispiace che i Riformatori liberali, movimento nato fra i blog di centrodestra, portino avanti una battaglia dove sanno che non stanno andando contro solo a settori clericali della CdL, ma anche a quella parte (magari piccola, magari minoritaria) che però ha idee molto più liberali e libertarie di loro.
Sorvoliamo poi sui paragoni con Giuliani (come se ancora ci fosse chi si scandalizza di uno che va a convivere con dei gay: chiunque abbia scritto quel volantino fa un po’ la figura di Totò e Peppino a Milano o degli esploratori che iniziano a parlare “io essere amico e portare voi perline degli dei”) con Sarkozy (che sarà un grande fra i francesi, ma… appunto, tra i francesi ;)))) ) e con la Merkel (che sarebbe la moglie ideale di Follini).
D’altra parte la strategia del “lo fanno all’estero” è da sempre una delle peggiori soprattutto se non corredata poi da motivi veri.
In ogni caso, tanto per ribadirlo a Taradash: no alle discriminazioni contro i gay, ma no anche a statalizzazione e all’appiattimento. Non è quella la strada atraverso la quale lottare contro l’omofobia.
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7 Responses to “Che teneri i Riformatori Liberali…”
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Concordo in toto. E’ insopportabile essere tacciati di discriminazione quando si parla di un principio, di libert
… ed io aggiungo che chi ha bisogno di sentirsi e mostrarsi moralmente superiore agli altri, di solito non lo
I Riformatori Liberali hanno fatto la loro scelta precisa di proporsi come “radicali” quando hanno lanciato quel manifesto sul dare aria al centrodestra.
Manifesto che approccia la questione importante dello “statalismo etico” con una superficialit
Come sai per combattere contro chi discrimina sessualmente mi sono preso (tra le altre) del “frociofilo”.
Ora se non voglio i Dico sono un omofobo.
Queste semplici osservazioni la dicono lunga sul livello del dibattito (e della cultura) italiota…
P.S. ma i RL non spiegano come mai appoggiano politiche assistenzialiste?
Mah, d’altra parte in qualche modo devono pure mettersi in mostra per andare in televisione e raccattare voti.
Le obiezioni liberali e libertarie le conoscono benissimo, ma fanno finta di non esserne a conoscenza ed
Ciao a tutti, volevo precisare che i Riformatori Liberali sono contrari alla legge sui Di.Co. presentata in parlamento (per i motivi che avete ben spiegato) mentre sono favorevoli al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali in generale, cosa che spiega la presenza alla citata manifestazione.
Se davvero esiste a destra (al di fuori dei RL) una volont
Ciao salmone.
Il problema