UPDATE: aiutate Kagliostro a restare online!
A casa abbiamo 4 computer ed una sola connessione internet via adsl Tin.it. Causa abuso della connessione da parte mia (ma lo faccio per loro!) gli altri 3 “computer” hanno organizzato una “sommossa” e se entro 24 ore non riesco a creare una rete WI-FI per connettere le 4 stanze da letto, verrò privato della Libertà di navigazione. Graize a John Christian Falkemberg ho le idee più chiare su quello che dovrei comprare, ma non ho ancora marca e modello del router (con presa ADSL per il modem esterno) che dovrei comprare. Si accettano suggerimenti. Altrimenti mi manderanno a… navigare da un internet point. Rapporto qualità /prezzo: il prezzo in questo caso conta poco.
Basta che funzioni.
FINE UPDATE
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Dite la verità : in questi giorni di sciopero, vi è mancata l’informazione ufficiale, quella dei giornalisti professionisti?
A me molto meno di quello che credevo.
Sarà che ormai le chiacchiere che si fanno in televisione sono sempre le stesse, ma ci volevano proprio 2 o 3 giorni di silenzio.
Qualcuno potrebbe obiettare che ormai con internet… ma no, ma no, ancora siamo distanti dall’obiettivo di un vero canale informativo che viaggi sul doppino telefonico.
Gran parte di quello che si legge in rete (almeno sui siti italiani) è ripreso sempre dai giornali e rielaborato aggiungendo o il proprio punto di vista o ponendo l’accento su aspetti che magari ad un occhio non attento possono sfuggire.
Poi sicuramente ci sono i siti specializzati e i giornalisti free-lance(?) che riescono a fare informazione anche attraverso il loro blog, ma sono un caso più unico che raro.
In compenso da uno sciopero del genere si riesce a misurare anche il tasso di controllo dell’informazione che la sinistra ha sulla stampa italiana.
Infatti basta misurare il “rumore” dei giorni “lavorativi” con il silenzio praticamente uniforme dei due giorni di sciopero in cui solo i giornali orientati politicamente con la CdL sono usciti.
Sono usciti, ma nessuno se ne è accorto ergo la destra non ha organi di informazione.
Quindi se è vero che l’informazione libera via internet è ancora là da venire, quella della carta stampata è ormai morta e sepolta. Resistono solo alcuni, ma dopo un’accuratissima selezione.
Qualcuno adesso si domanderà : ma se l’informazione è tutta di sinistra e tu dici che i giornali di destra li leggono in pochissimi, perché quando si vanno a vedere i numeri le due coalizioni sono sempre più o meno alla pari da cinque decenni a questa parte? E a cosa serve allora la Libertà di stampa?
Sinceramente penso che sia un po’ come a scuola: quando entri in una classe, in qualsiasi classe, troverai sempre il discolo, il buffone, il secchione, la fighetta etc etc.
C’è una ripartizione equa e solidale dei ruoli.
In modo molto simile, PER FORTUNA, questo accade anche nella vita: preso un gruppo di 10 persone e posta loro la stessa informazione (anche sbilanciata) ci sarà sempre una ripartizione dei pareri positivi o negativi. Certo, non è detto che sia 50 e 50, anzi…
E questo principio vale, PER FORTUNA, per tutti: sia se l’informazione venisse da destra che da sinistra.
Controllare l’informazione vuol sicuramente dire garantirsi qualche voto in più e orientare l’opinione pubblica, ma non “schiavizzarla”.
L’unica vera opzione è quella di fare “silenzio” (ma per quanti giorni poi?) oppure di distogliere l’attenzione dal “casus belli” (ma per quanti giorni poi?).
Senza contare che l’informazione dei giornalisti non è l’unica fonte di “dati” sull’andamento delle cose: se da un governo all’altro non si arriva più alla fine del mese e le vacche smettono di produrre latte per mancanza di fieno, prima o poi qualcuno se ne accorge.
La conclusione di questo ragionamento un po’ sgangherato (io volevo solo lamentarmi di non aver trovato sul teletext della Rai i risultati delle prove di F1 di sabato mattina) è che è sempre meglio che qualcuno parli, anche di sinistra, piuttosto che il silenzio assoluto. Ma anche quando la stampa tace, non c’è silenzio che tenga.
Puoi rubarti qualche voto in più (e sappiamo tutti oggi quanto pesino anche qualche migliaio di voti), ma alla fine il conto lo paghi.
C’è anche un’altra conclusione: il leader della CdL è il più grande imprenditore dell’informazione in Italia. Nonostante questo, non c’è stato un solo telegiornale che non abbia aderito allo sciopero (il TG4 è andato in onda, ma in forma ridotta).
Ecco, questa è una cosa che in futuro dovrebbe cambiare!
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